FdI: "Italia apripista"
Social vietati ai bambini, mini-account fino a 15 anni: la rivoluzione Ue per i minori online
Niente social sotto i 13 anni, account limitati e sotto la supervisione dei genitori tra i 13 e i 15, maggiori obblighi di sicurezza per gli adolescenti. È la stretta annunciata da Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione a Strasburgo, alla vigilia della presentazione dell’EU Kids Act. Una svolta sulla tutela dei minori online accolta con favore da Fratelli d’Italia, che richiama le iniziative già avviate in Italia.
Sotto i 13 anni divieto di uso dei social media
«Nessun utilizzo dei social media per i minori di 13 anni. Nessun account personale per i minori di 15 anni», ha annunciato la presidente della Commissione europea. Il nuovo sistema dovrebbe prevedere tra i 13 e i 15 anni soltanto “mini-account” supervisionati dai genitori, con funzionalità e tempi di utilizzo limitati. Per la fascia 15-18 anni scatterebbero invece specifici obblighi di sicurezza nella progettazione dei servizi.
Nel mirino di Bruxelles ci sono anche le funzionalità che favoriscono un uso compulsivo delle piattaforme e gli algoritmi che possono spingere i più giovani verso contenuti estremi. Von der Leyen ha citato inoltre il rischio dell’utilizzo delle fotografie delle ragazze per creare immagini sessualizzate con l’intelligenza artificiale.
«Siamo noi a decidere le nostre regole, non le grandi aziende tecnologiche», ha scandito la presidente della Commissione.
Mennuni: «Intervento europeo fondamentale»
Plaude all’iniziativa Lavinia Mennuni, senatrice di Fratelli d’Italia e prima firmataria del disegno di legge bipartisan sulla tutela dei minori nella dimensione digitale.
«Di fronte agli enormi rischi e alle criticità che interessano bambini e adolescenti nell’ambiente online, un intervento europeo rappresenta un punto di partenza fondamentale», afferma Mennuni.
Per la senatrice resta centrale il nodo dell’age verification, che dovrà essere «realmente operativo» per rendere efficaci le nuove regole. Mennuni avrebbe preferito una soglia più alta per il divieto totale: «Ritengo che il limite potesse essere fissato a 14/15 anni come previsto nel nostro disegno di legge».
Zucconi: «Il governo Meloni apripista»
Anche il deputato di FdI Riccardo Zucconi sottolinea la sintonia tra la svolta europea e le iniziative italiane.
«La direzione intrapresa dalla Commissione europea con l’imminente proposta dell’EU Kids Act conferma la bontà e la lungimiranza del governo Meloni», afferma, richiamando il decreto Caivano del 2023.
Zucconi evidenzia inoltre le analogie con la sua proposta di legge, che prevede l’autorizzazione dei genitori per l’accesso a Internet sotto i 14 anni, profili social dai 16 e sistemi di verifica dell’età per i contenuti vietati ai minori.
«Difendere i minori nello spazio digitale è una priorità assoluta che dall’Italia all’Europa deve trovarci tutti uniti», conclude.
Anche i giovani chiedono più tutele
La stretta trova terreno favorevole anche tra una parte consistente dei diretti interessati. Secondo un’indagine di Skuola.net e dell’Associazione nazionale Di.Te. su circa 2.500 giovani tra i 10 e i 24 anni, il 47% sarebbe favorevole a vietare lo smartphone fino a 14 anni e i social fino a 16.
Il 49% sostiene inoltre l’introduzione di un “patentino digitale”, cioè un percorso di educazione all’uso consapevole della tecnologia. La percentuale sale al 66% tra i 19 e i 24 anni.
Giovedì 17 settembre la Commissione europea presenterà l’EU Kids Act nel dettaglio. A quel punto saranno più chiari strumenti, obblighi per le piattaforme e modalità di verifica dell’età.