Miglioramenti strutturali
“Scuola, Valditara centra il risultato: docenti in classe dal primo giorno. I presidi: “Netto miglioramento”
All’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato un netto miglioramento nella copertura delle cattedre, dichiarando che l’anno parte con tutti i docenti in classe fin dal primo giorno. Per il secondo anno consecutivo, il Ministero ha completato le procedure di assunzione e assegnazione delle supplenze entro il limite del 31 agosto. Il totale è di 37.430 docenti. Alla stessa data, lo scorso anno scolastico le immissioni in ruolo erano 29.685. Hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato anche le assunzioni effettuate dagli elenchi regionali, istituite per la prima volta quest’anno, con un’apposita norma. I posti non assegnati a ruolo riguardano, invece, insegnamenti le cui graduatorie si sono esaurite. Al 31 agosto è stata anche coperta la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118 mila posti. Inoltre, alla stessa data, sono stati confermati, su richiesta delle famiglie, ben 55.814 supplenti su posto di sostegno, quasi 10 mila in più rispetto al 2025/2026. Tutti i docenti assunti a tempo indeterminato e determinato sono in servizio dal 1° settembre 2026.
Costarelli (Presidi Lazio): “Netto miglioramento rispetto al passato”
Un traguardo accolto dal plauso dei presidi. “La questione delle cattedre a scuola è una questione che parla con i numeri. E non posso non confermare l’aspetto positivo del miglioramento che c’è stato quest’anno nell’impegno ad assumere più docenti rispetto agli anni precedenti: uno sforzo importante di cui vediamo i frutti e una situazione in netto miglioramento rispetto al passato vicino e ancor di più rispetto al passato lontano”. Una “promozione” piena fatta all’Adnkronos da Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi Lazio. “E’ chiaro che il tema dei docenti a tempo determinato, è un tema che sta nel sistema, nella sua strutturazione ed è un problema ineliminabile, – sottolinea Costarelli -. Ma il fatto che si sia sensibilmente ridotto è molto positivo. Come lo è anche che i docenti stanno già arrivando nelle scuole, anzi gran parte di essi sono già arrivati: cosa che negli anni passati non accadeva e non li vedevamo prima di fine settembre, inizio ottobre, a lezioni già iniziate”.
Giannelli: “Non ho difficoltà a riconoscere i meriti del ministro Valditara”
Il cambio di passo impresso dal ministro Valditara è riconosciuto anche dal presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. “Un miglioramento c’è stato e non ho difficoltà a riconoscere i meriti del ministro Valditara e del suo impegno. Il vero problema – spiega all’Adnkronos Giannelli – non è tanto riuscire a nominare i supplenti velocemente, il vero problema consiste nella mancata nomina che non è dovuta a cattiva volontà di qualcuno, ma al fatto che il sistema così come è congegnato di fatto non lo consente: perché è troppo lungo, perché indire concorsi centralizzati e soddisfare le esigenze di personale è infattibile”.
E’ una questione strutturale. “Un sistema che va avanti così da almeno 50-60 anni -specifica Giannelli- , e ormai è appurato che il sistema concorsuale non va bene”. E allora cosa bisogna fare? Giannelli lancia un’idea: “Bisogna passare, come noi diciamo da tanto tempo, all’assunzione diretta da parte dei dirigenti scolastici. Se così fosse ogni scuola diventerebbe un centro assunzionale. Ovviamente poi bisogna disciplinare tutto quanto, bisogna chiarire il regime di competenze. Ma è del tutto evidente che questo risolverebbe il problema. E aggiungo subito per prevenire qualsiasi stucchevole e stantia critica, che i dirigenti scolastici non hanno alcuna intenzione di assumere amici, parenti, cugini, nipoti, perché se su una cattedra c’è un docente inadeguato, incompetente se ne accorgono subito tutti, genitori e alunni”.
“Per quanto riguarda i docenti di sostegno, stessa cosa. Il ministro ha ricordato di aver nominato tantissimi docenti di sostegno e di averne immessi tanti in ruolo. Ma il problema è lo stesso che dicevo prima, raggiungere il 100% dei posti occupati dal personale di ruolo”, conclude Giannelli.