La reazione
Scafisti sulle spiagge della Sardegna, i bagnanti si ribellano: rivolta, urla e migranti messi in fuga
Non si arresta il flusso di migranti provenienti dall’Algeria verso la Sardegna, così come i tentativi di sbarcare tra i bagnanti sulle coste del sud dell’isola. Ieri si sono registrati due episodi che hanno ricordato la dinamica che aveva portato al ferimento di una ragazza a Chia, a ridosso di Ferragosto: la giovane era stata travolta mentre si trovava in acqua.
Un barchino con a bordo otto migranti, arrivato a velocità sostenuta, secondo quanto raccontano alcuni presenti all’Adnkronos, ha tentato intorno alle 15 di sbarcare sulla spiaggia dello stabilimento El Tiburon Beach di Santa Margherita di Pula (Cagliari). Alla reazione dei bagnanti, accorsi verso il barchino che si avvicinava alla battigia minacciando gli otto a bordo, lo scafista ha invertito la rotta ed è partito a tutta velocità verso Cagliari. Urla, richiami allo scafista, qualcuno che tenta di sbarrare la strada al barcone nel mare: una rivolta vera e propria, quella dei bagnanti, la cui sicurezza è messa a rischio da queste imbarcazioni che cercano di sfuggire ai controlli puntano sulle spiagge a tutta velocità.
“Stava per succedere un altro incidente come quello di Tuarredda”, racconta un bagnante, facendo riferimento all’episodio del 16 agosto scorso, quando una turista che stava facendo il bagno fu travolta da un’imbarcazione di migranti, rischiando di annegare e riportando gravissime ferite. Lo scafista, un 28enne algerino, era stato poi arrestato.
Un gruppo di una decina di stranieri è invece approdato a Tuerredda: la prua dello scafo ha puntato verso gli scogli, quando si trovava a poca distanza dalla riva, un’area affollata da centinaia di sardi e turisti che si godevano la giornata di sole. I nordafricani hanno poi abbandonato lì il natante per allontanarsi e cercare di far perdere le proprie tracce a piedi.