La giungla
Roma invasa dalle golf car, Fratelli d’Italia mette alle strette Gualtieri: “Più controlli subito”
Dai tour nel centro storico alle corse senza licenza: i controlli fanno emergere irregolarità mentre la Regione prepara il nuovo regolamento. Dalle parti dem invece resta il silenzio
Roma chiama il Campidoglio, ma a rispondere sul caso delle golf car è la Regione Lazio. Dopo l’inchiesta dell’Adnkronos sulla giungla delle “macchinette” turistiche che attraversano il centro della Capitale e dopo l’ammissione dell’assessore comunale alla Mobilità Eugenio Patanè — appena 41 mezzi autorizzati su circa 400 circolanti — arriva Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia. L’assessore regionale alla Mobilità annuncia una norma «entro qualche settimana» per mettere ordine nel settore. Ma soprattutto ricorda al sindaco dem Roberto Gualtieri che i controlli possono essere rafforzati subito.
Ed è probabilmente questo il passaggio più indigesto per l’amministrazione Pd. Perché mentre da Palazzo Senatorio si è indicato nel vuoto normativo regionale uno degli ostacoli alla regolamentazione, Ghera chiarisce che nell’attesa nessuno obbliga Roma Capitale a restare a guardare.
Ghera: «Il Campidoglio può incrementare i controlli»
«Al momento ci sono delle problematiche di abusivismo evidenti ai cittadini», dice Ghera all’Adnkronos. La Regione sta lavorando a un testo che dovrà «favorire la legalità» e fornire ai Comuni la cornice entro la quale adottare i propri regolamenti. Con un principio difficilmente contestabile: «È fondamentale che, come tutti gli altri mezzi circolanti in Italia, anche le golf car abbiano regolari autorizzazioni e non ci sia abusivismo».
Poi il messaggio diretto a Roma Capitale. In attesa della legge regionale, spiega l’assessore, il Comune «può incrementare i controlli, che possono essere fatti a prescindere». Altro che problema astratto di commi e competenze. A fotografare ciò che accade sulle strade sono stati nelle ultime ore i carabinieri del Nucleo radiomobile: 131 golf car controllate, 10 sottoposte a fermo, 13 patenti ritirate e 43 sanzioni per complessivi 38mila euro. Sei mezzi venivano utilizzati come noleggio con conducente senza la relativa licenza e quattro erano guidati da persone prive della patente.
Le 41 autorizzazioni del Campidoglio
Il caso era esploso così: golf car utilizzate per trasportare turisti tra Colosseo, Pantheon e Fontana di Trevi, mezzi avvistati persino sul Grande Raccordo Anulare e sulla Roma-Fiumicino, prezzi da tour di lusso e un sistema cresciuto molto più velocemente delle regole chiamate a governarlo.
Lo stesso Patanè aveva riconosciuto le dimensioni del problema: «Su circa 400 golf car circolanti, noi ne abbiamo autorizzate soltanto 41». Da qui la richiesta alla Regione di intervenire. Il confronto istituzionale, in realtà, è già avviato: il presidente Francesco Rocca ha incontrato nelle scorse settimane Ghera e lo stesso assessore capitolino.
La Regione adesso dice di essere pronta a fare la propria parte. Resta quella del Comune.
«Roma Capitale esca dall’ambiguità»
A mettere il dito nella piaga è Loreno Bittarelli, presidente del consorzio itTaxi, particolarmente toccato dalla vicenda. «Le navette turistiche non devono diventare taxi mascherati né Ncc senza autorizzazione», avverte, ricordando che il trasporto di persone deve avvenire dentro un quadro preciso di autorizzazioni, percorsi e responsabilità.
Poi l’affondo al Campidoglio: «Roma Capitale non può limitarsi a osservare né scaricare la responsabilità sulla Regione o su generiche lacune normative. Si esca dall’ambiguità». Il quesito posto è elementare: se il Comune ha autorizzato questi servizi, renda pubblici criteri, percorsi e limiti; se non li ha autorizzati, spieghi perché possano continuare a operare.
La Regione prepara la norma, i carabinieri hanno cominciato a fermare i mezzi irregolari e persino dal mondo dei taxi arriva una richiesta precisa di intervento. A questo punto, nella Roma trasformata in “Caput Golf”, manca soprattutto una risposta politica da parte del primo cittadino.