L'inchiesta dell'Adnkronos
Roma Caput Golf, l’ultima giungla della Capitale di Gualtieri: 500 cart in strada e soltanto 41 autorizzati
Turisti scarrozzati tra monumenti, stazioni e aeroporto, mentre taxi e Ncc sollevano i nodi di sicurezza, concorrenza e controlli. «Che tipo di città è questa? Che garanzie diamo a quel turismo che viene presentato come la miniera d'oro di questa città?»
Prima erano confinati sui prati, tra bunker, mazze e palline. Adesso hanno conquistato le strade della Capitale. Nella Roma del sindaco Roberto Gualtieri, la nuova frontiera del turismo viaggia su quattro ruote, rigorosamente scoperte: sono le golf car che attraversano il centro storico cariche di visitatori, guide improvvisate e, qualche volta, valigie. E che, stando ai video circolati sui social, hanno ormai allargato parecchio il concetto di “campo”: c’è chi è stato immortalato persino sul Grande Raccordo Anulare e sulla Roma-Fiumicino.
A raccontare dimensioni e storture del fenomeno è un’inchiesta sul campo dell’Adnkronos, che fotografa una giungla cresciuta rapidamente e, soprattutto, dentro un quadro normativo ancora nebuloso. Il dato più eloquente è questo: secondo quanto ricostruito dall’agenzia, su circa 500 mezzi che opererebbero stabilmente nella Capitale, quelli autorizzati da Roma Capitale sarebbero appena 41. Insomma, più che una buca normativa, qui siamo già al diciottesimo green.
Cento euro a posto, 400 per il tour privato
Il business, del resto, non è esattamente da minigolf. I pacchetti verificati partono da circa 100 euro a persona, mentre per un tour privato da cinque passeggeri si arriva generalmente a 400 euro. Due ore tra Colosseo, Fontana di Trevi e piazze del centro, oppure itinerari al tramonto, dopo cena e persino formule con pasto “tipico”.
Le golf car si fermano dove capita mentre i clienti scendono per la fotografia di rito. E se qualcuno osa chiamare “guida turistica” il conducente, la precisazione è pronta. «Io faccio delle contestualizzazioni», spiega all’Adnkronos un driver parcheggiato in doppia fila davanti al Colosseo.
«La città si sta trasformando in una vera e propria giungla trasportistica», denuncia Luca Notarbartolo, presidente dell’associazione Ncc Italia. Racconta mezzi nelle aree pedonali, contromano, turisti seduti al contrario e passeggeri caricati con le valigie direttamente dalle stazioni. Fino alle caddie avvistate sull’autostrada dirette verso l’aeroporto.
Turisti senza protezioni
Poi c’è la questione più seria: la sicurezza. Riccardo Cacchione, coordinatore nazionale di Usb-Taxi, segnala passeggeri su mezzi aperti, talvolta seduti in senso contrario alla marcia, senza protezioni e spesso senza cinture. «A volte a bordo ci sono anche dei bambini», avverte. E menomale che la sinistra si lamenta giornalmente della sicurezza, una chiamata al primo cittadino dem per questo però no, assolutamente!
Non solo. Durante il percorso i turisti si sporgono per fotografare i monumenti, mentre il conducente può girarsi per raccontare ciò che stanno attraversando. Una combinazione che, secondo Cacchione, crea ulteriori rischi per la circolazione.
Alla sicurezza si aggiunge la concorrenza denunciata da tassisti e Ncc. Se una golf car preleva un cliente alla stazione e lo accompagna in albergo, osservano gli operatori, il confine con un servizio di trasporto vero e proprio diventa parecchio sottile. E intanto chi esercita regolarmente come Ncc deve possedere specifiche abilitazioni professionali; una guida turistica deve superare un esame e ottenere il relativo titolo.
Per le golf car, denunciano invece le categorie sentite sempre dai giornalisti dall’Adnkronos, il quadro resta confuso anche su immatricolazioni, targhe, omologazioni e requisiti dei conducenti. La Toscana, è già intervenuta con una regolamentazione specifica; Roma no.
Ed è qui che il tour turistico diventa soprattutto un tour dentro il paradosso amministrativo: centinaia di mezzi, decine di autorizzazioni e regole ancora da definire. La Polizia locale può contestare le violazioni del Codice della strada, spiegano gli operatori, ma in assenza di una disciplina precisa gli strumenti restano limitati.
La Città eterna, insomma, come sempre resta in balia degli eventi. «Che tipo di città è questa? Che garanzie diamo a quel turismo che viene presentato come la miniera d’oro di questa città?», chiude Notabartolo.