La controffensiva del Pd
Schlein “blocca” Gori e sfida Conte: “Sostegno all’Ucraina, la pace non può essere una resa all’invasore”
Nessun secondo candidato del Pd alle Primarie del campo largo, tantomeno uno della minoranza riformista. Alla quale, però, Elly Schlein spedisce un messaggio rassicurante: “Il sostegno all’Ucraina non cambia”. Una sfida, finalmente chiara e a muso duro, ai grillini paci-finti di Conte e a chi, nel suo stesso partito, immagina un “addio alle armi” in caso di vittoria delle prossime elezioni.
“I valori europei si difendono supportando l’Ucraina – ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a Bruxelles a margine dell’inaugurazione di un nuovo edificio del Parlamento Ue, intitolato a David Sassoli. “David era stato dichiarato persona non grata (dalla Russia, ndr) e ne era anche orgoglioso. Ha sempre fatto della lotta per la democrazia e lo Stato di diritto una ragione di vita dobbiamo portare avanti questa lotta per la democrazia”. Conte è d’accordo?
Schlein non le manda a dire a Conte sull’Ucraina
“L’Europa, mentre continua a sostenere un popolo che subisce un’invasione criminale deve anche mandare avanti uno sforzo politico e diplomatico”. Sforzo “che per noi deve tradursi anche in un unico negoziatore per non lasciare questo spazio alle telefonate ambigue di Trump con Putin“. Schlein conclude con parole categoriche: “Perché raggiungere una pace giusta è un obiettivo necessario ma una pace giusta non può essere la resa alle ragioni dell’aggressore”. Un messaggio anche agli alleati della coalizione come Conte, Fratoianni e Bonelli in pressing per la convocazione del tavolo del programma, nonostante la distanza che ancora si registra sul tema delle armi a Kiev.
Il Partito democratico venerdì prossimo è atteso dalla direzione nazionale da cui si attende di sapere se ci saranno le primarie ed, eventualmente, con quali regole: turno unico o doppio turno, apertura ad altre candidature da parte della segretaria, voto in presenza oppure online. Quello che filtra è che però Schlein non ammetterà altri candidati del Pd alle Primarie, tantomeno Giorgio Gori. Qualora il Pd aderisca a coalizioni e per l’individuazione del candidato alla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri si utilizzino le primarie, l’assemblea nazionale stabilisce le modalità di presentazione e selezione di eventuali altre candidature, in aggiunta a quelle del segretario nazionale, che saranno ammesse e successivamente presentate alla coalizione. Per farlo, occorre un voto dell’assemblea i cui numeri sono nettamente a favore della segretaria. Difficile, quindi immaginare, un voto che non corrisponda alle indicazioni del Nazareno.