Il dispositivo di sicurezza
“Ritorno a Camelot”: allarme per il raduno degli skinheads in Trentino. Centinaia di agenti inviati
Come ha spiegato la prefetta Isabella Fusiello, «la visita del presidente Mattarella non sarà assolutamente scalfita da quest'evento. La manifestazione si terrà il giorno 3, il presidente arriva il giorno 5, e tutta la nostra attenzione sarà riversata sulla presenza del capo dello Stato»
Il raduno ‘Ritorno a Camelot 2026’, organizzato da Veneto fronte Skinheads dal 3 al 6 settembre a Pietramurata a Dro in Trentino, non sarà vietato. Questo è quanto emerso nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, che si è riunito a Trento e durante il quale sono state scelte una serie di misure per la sicurezza e prescrizioni. Per l’evento si prevede che vengano schierati almeno 120-140 uomini delle forze dell’ordine. La prefetta Isabella Fusiello fornirà delle prescrizioni dettagliate sullo svolgimento dell’evento, che prevede di raccogliere 400 partecipanti. Gli agenti saranno presenti, secondo Rainews, anche all’interno del capannone che ospiterà la manifestazione, per verificare che non ci siano comportamenti di rilievo penale. Al di lai di ciò, come ha spiegato la commissaria del governo, non c’è un motivo giuridico per impedire l’evento che si svolgerà su suolo privato.
Ritorno a Camelot, l’evento organizzato dagli skinheads si farà nonostante le polemiche
Nonostante il grande dispositivo di polizia mobilitato per la manifestazione, sono state tante le polemiche che si sono susseguite nei giorni precedenti. Associazioni, partiti e semplici cittadini avevano anche consegnato un appello alla commissaria del governo, Isabella Fusiello, per richiedere di fermare l’evento. Ma così non è stato, almeno fino a questo momento. Le deputate Sara Ferrari e Stefania Ascari, rispettivamente Pd e Movimento 5 Stelle, hanno portato il caso alla Camera, con due interrogazioni al governo. Anche il deputato e co-leader di Avs, Angelo Bonelli, si è espresso contro l’evento, chiedendo al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di applicare la legge Mancino.
La forte connotazione politica e i rischi legati agli scontri tra opposte fazioni
Nonostante non si tratti di un evento pubblico, resta di rilievo la forte connotazione politica e la preoccupazione per l’ordine pubblico, visto che sono possibili gli scontri con gruppi di orientamento politico opposto. «Da parte della Provincia autonoma di Trento c’è piena fiducia e collaborazione con le autorità dello Stato preposte alla sicurezza e con le forze dell’ordine, sotto il coordinamento del Commissariato del governo, rispetto alle decisioni e valutazioni in merito al raduno e alla sua gestione”, aveva spiegato all’Ansa il governatore trentino, Maurizio Fugatti.
I chiarimenti sul dispositivo di sicurezza per l’evento
Due giorni dopo l’inizio dell’evento nella medesima località, è prevista anche la vista della prima carica dello Stato. Come ha spiegato la prefetta Fusiello ai giornalisti, «la visita del presidente Mattarella non sarà assolutamente scalfita da quest’evento. La manifestazione si terrà il giorno 3, il presidente arriva il giorno 5, e tutta la nostra attenzione sarà riversata sulla presenza del capo dello Stato». Sulla questione è intervenuto anche il questore Nicola Zupo, sottolineando che il dispiegamento degli agenti non serve esclusivamente a prevenire gli scontri, ma anche «a evitare che vengano violate le prescrizioni che saranno emesse».