Cambio di toga al Tribunale
Report: sul reintegro di Ranucci alla conduzione del programma decide la giudice del caso Almasri
Non sarà più la giudice della Terza sezione Lavoro del Tribunale di Roma, Laura Bajardi a decidere del reintegro alla conduzione di Report di Sigfrido Ranucci ma un’altra toga, ben più nota all’opinione pubblica: Donatella Casari. In base a quanto riporta la stampa la riassegnazione del caso è stata del tutto casuale ed è dipesa dal tipo di ricorso alla giustizia presentato dal giornalista Rai: ‘cautelare, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, che viene spesso utilizzato nelle controversie giuslavoristiche’. Tuttavia questo passaggio di consegne, seppur determinato da una ragione puramente organizzativa e al di sopra di ogni sospetto, non ha evitato l’attenzione dei mass media.
Casari, dal Tribunale dei ministri alla nuova nomina
Come ricorda anche il quotidiano La Verità, infatti, la Casari, fresca di nomina da parte del plenum del Csm alla presidenza della Sezione lavoro del Tribunale di Roma, faceva parte del collegio del Tribunale dei ministri che aveva chiesto al Parlamento (gli altri due erano Maria Teresa Cialoni, e Valeria Cerulli) che, nel 2025, aveva chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere (con le accuse, a vario titolo, di omissione d’atti d’ufficio, favoreggiamento e peculato) nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio, di quello dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per il caso Almasri. Non solo. Dopo il voto contrario della Camera dei Deputati alla richiesta del Tribunale dei Ministri e dopo la reazione di Nordio, che aveva accusato il collegio di aver ‘straziato’ le “norme più elementari del diritto” a tal punto “da stupirsi che non gli siano schizzati i codici dalle mani, ammesso che li abbiano consultati”, sedici consiglieri del Csm avevano promosso la richiesta di apertura di una pratica a tutela delle tre toghe.
La prima udienza per Ranucci
Intanto Ranucci si è presentato ieri alla prima udienza del Tribunale del lavoro. Insieme a lui di fronte al giudice che dovrà decidere del suo reintegro o meno c’erano ovviamente i suo legali: un collegio di giuslavoristi che lo rappresentano, costituito da professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, che operano nello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita.
Fissato il termine per la deposizione delle note
Nel corso del procedimento sono stati ascoltati sia Ranucci che il capo del personale del servizio pubblico, Felice Ventura. Al termine il giudice si è ritirato in camera di consiglio e ha ritenuto il procedimento cautelare sufficientemente istruito. Non ha disposto ulteriore attività istruttoria e ha fissato al 30 settembre il termine per il deposito delle note; poi arriverà la decisione. Così, mentre si allunga di 15 giorni il termine entro il quale l’ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci dovrà dire alla Rai qual è la sua decisione sulle tre opzioni proposte al giornalista rispetto alla guida della trasmissione su RaiTre e in attesa di conoscere le decisioni del tribunale, c’è chi commenta e chi attende.
Piervincenzi a un giorno da Pecora, tra lo scherzo e la realtà
Come nel caso del neo co-conduttore di Report, Daniele Piervincenzi che ha simpaticamente delineato il suo futuro se Ranucci dovesse essere reintegrato. Lo ha fatto nel corso della trasmissione satirica della Rai ‘Un giorno da pecora’:«se Ranucci verrà reintegrato cosa succederà?» ha risposto: «Mi caccerà via immagino…». Piervincenzi ha anche raccontato che il suo predecessore era «infastidito» dopo la sua nomina. «Vi siete scritti?», hanno chiesto i conduttori Lauro e Brilli. «Mi ha chiamato» ed «era molto aggressivo». «È vero che le ha detto: se rinunci sei un grande?», hanno chiesto ancora. «Sì», ha risposto il giornalista. «E lei?». «Ho detto: “Sigfrido sono travolto dalla notizia. Incontriamo la redazione e prendiamo una decisione insieme”, ma lui non ha aspettato e ha preferito fare quelle dichiarazioni sui social», che Piervincenzi ha sostenuto, a differenza di Giulia Presutti che invece aveva rinunciato.