Alla convention bufera su Elly
Fiano lancia la bomba contro la Schlein alla riunione dei Riformisti: “Il Pd sta perdendo se stesso”. A un passo dall’addio
Con Emanuele Fiano a un passo dall’addio al Pd per il no del partito al ddl antisemitismo, un sabato di passione si annuncia per i dem. Un sabato sul quale incombe la riunione dei riformisti dem, oggi a Prato, con, sullo sfondo, l’ipotesi di una candidatura interna ai dem, alternativa alla segretaria Schlein, in area riformista: quella di Giorgio Gori. Il discorso primarie sì, primarie no, primarie con ballottaggio o senza ballottaggio cede il passo all’ultimatum a Giuseppe Conte: Su Kiev non si tratta, dice forte e chiaro Lia Quartapelle. Una risposta alla Appendino, che in un’intervista al Corriere ribadisce forte e chiaro la linea contiana: Lo stop alle armi è un no0stro caposaldo e non lo tradiremo. Prove di incomunicabilità interna al Pd e prove di inconciliabilità programmatica tra i due massimi partiti asse della coalizione del centrosinistra.
La riunione dei Riformisti a Prato inizia male per la Schlein
Sabato complicato. I cannoneggiamenti iniziano con le parole di Emanuele Fiano che mette il suo partito davanti allo specchio: “Il Pd ha deciso di votare contro il disegno di legge sull’antisemitismo approvato al Senato, nel quale si astenne, e ora all’esame della Camera. Se quella decisione sarà confermata, per me rappresenterà un confine invalicabile”. Secondo l’agenzia Dire Fiano starebbe meditando in queste ore l’addio dal Partito democratico. Intervenendo all’assemblea nazionale dei riformisti dem in corso a Prato accusa. “Ho provato nei mesi scorsi a chiedere a chi se ne occupava in Senato di aprire un dibattito pubblico condotto dal Pd, su questo tema. Non è successo, ho chiesto al mio partito locale e nazionale di promuovere iniziative, incontri, approfondimenti su quello che sta accadendo in Medio Oriente e sull’antisemitismo e del razzismo in Europa. C’è stato solo silenzio”.
Emanuele Fiano a un passo dall’addio al Pd
Il suo intervento smonta una ad una le motivazioni per cui il Pd è contrario a questa legge. “Pensare che la legge che si sta per approvare alla Camera sia una legge che chiude la bocca è un falso totale”. Poi l’attacco alla segretaria Schlein e alle sue “giravolte”. “Ma c’è una cosa che vorrei chiedere alla segretaria nazionale del Partito democratico, da questo palco del Partito democratico”, ha aggiunto Fiano, ricordando la posizione assunta dal Pd nel 2017 sulla definizione IHRA. “Che cosa è cambiato da allora? C’erano già state tre guerre a Gaza, c’era già l’occupazione dei territori, c’era già la violenza dei coloni, c’era già la destra israeliana al potere. Che cosa è cambiato dalla richiesta dell’attuale segretario del Pd di applicare quella definizione?”.
Riunione riformisti, Fiano lan cia la bomba: “Il Pd sta perdendo l’identità sul ddl antisemitismo”
“Sono contraddizioni che non mi spiego. Ma quando un partito cambia una scelta senza che cambino le condizioni, vuol dire che sta perdendo l’identità. E io questo non riesco a sopportarlo. Non riesco”, ha concluso. Ricordiamo che nei giorni scorsi proprio Lia Quartapelle e Graziano dei Rio avevano giudicato un “orrore” seguire il M5S sulla linea del ddl antisemitismo. Il secondo nell’intervista al Corriere della Sera di due giorni fa aveva messo la Schlein diu fronte alle sue contraddizioni: «Quella definizione fu adottata dal governo Conte II nel 2020 ed è il riferimento per la strategia contro l’antisemitismo in vigore già oggi», afferma il senatore. Non solo. «È adottata da 25 Stati su 27 e dalla stessa Unione europea su invito fatto nel 2017 proprio dal Parlamento europeo, votato giustamente anche da Schlein». Oggi lo evidenzia Emanuele Fiano. Insomma, la sinistra sconfessa persino se stessa. E la convention Riformista inizia con un a spina conficcata nella segreteria del Partito.
Fiano al Pd: “Il solco si allarga sempre di più”
Fiano è uno ma la partita è molto più ampia. “Quello che sta succedendo al Partito democratico su questo voto non è perdere l’adesione al partito di Emanuele Fiano o di quelli che la pensano come me. Il rischio è perdere se stessi”. All’assemblea nazionale dei Riformisti Pd ‘Cambiare!’, conclude: “A chi vede solo linee di divisione diciamo: se proprio dovete dividerci, che sia tra chi crede nella pace e nell’uguaglianza e chi invece no. Io credo in chi unisce. Oggi non credo in chi divide. E purtroppo sento un solco che si allarga sempre di più”.
Al momento, nonostante tentativi di mediazione la linea del Nazareno eè quella del no alla legge, e non astensione come a Palazzo Madama. Da venerdi’ il ddl approderà all’aula della Camera. I riformisti, come detto, considerano quel voto una linea rossa. Alla Camera sono cinque, gli esponenti della minoranza dem che, con ogni probabilità, voteranno a favore della legge così come fatto al Senato. Nell’attesa, da Prato si intensifica la pressione sui vertici del partito. Un nodo tra i nodi.