Altro che discriminazione...
Velo? No grazie, FdI cala l’asso: al via la campagna nazionale “Nessuna resti nascosta”: ecco la vera integrazione che spiazza la sinistra
Stop a velo integrale e a "classi ghetto". Ma anche punire severamente il fenomeno dei matrimoni combinati. Vietare il rilascio dei certificati di verginità. Stabilire controlli più stringenti sui luoghi di culto. La strategia di FdI e governo per l'emancipazione delle donne e la sicurezza e la coesione sociale in Italia
L’integrazione vera? Quella che parte dai diritti, ed è su questo terreno che si innesta l’iniziativa lanciata da FdI con la campagna “Nessuna resti nascosta” e parte la svolta contro l’integralismo e la marginalità (e pro-sicurezza di accoglie).
Velo e non solo, FdI lancia la campagna “Nessuna resti nascosta” contro l’integralismo islamico
Dunque, cominciano dal principio: si chiama Nessuna resti nascosta la nuova campagna di Fratelli d’Italia per arginare la diffusione dell’integralismo islamico. Una raccolta firme su una proposta presentata in Parlamento da Fratelli d’Italia per vietare il velo integrale in tutti i luoghi pubblici. Punire severamente il fenomeno dei matrimoni combinati. Vietare il rilascio dei certificati di verginità. Stabilire controlli più stringenti sui luoghi di culto con maggiore trasparenza sui finanziamenti, e prevedendo la chiusura temporanea dei possibili centri laddove si propagandino idee fondate su superiorità e odio.
Le tappe della campagna di FdI in tutta Italia
L’iniziativa, che va sulla scia del recente decreto del governo per vietare burqa e niqab nelle classi scolastiche, si svilupperà con iniziative che toccheranno tutte le regioni d’Italia. Sono 20 le prime tappe in programma. Si parte il 1° ottobre a Potenza e Matera. Si prosegue il 2 a Bari e il 3 a Perugia. Poi l’8 sarà la volta di Roma, il 10 di Trento, Genova, Aosta, Udine, Ancona e Padova. Quindi si procede con la data del 16 a Tortolì, Catanzaro e Campobasso. Mentre il 17 la campagna arriverà a Pescara, il 18 a Palermo, il 23 a Bologna e Firenze, il 24 a Torino, il 27 a Napoli e il 20 novembre a Milano.
Un’iniziativa sottoscrivibile anche online su www.nointegralismoislamico.it
«Dopo anni di immigrazione incontrollata voluta dalla sinistra e la formazione di pericolose “zone franche”, Fratelli d’Italia vuole con questa campagna favorire l’emancipazione femminile e contrastare la minaccia del separatismo religioso, che prevede la chiusura sociale e disprezzo dei valori occidentali: fattori che costituiscono il terreno fertile per l’integralismo e il terrorismo», si legge in una nota. Che segnala: la campagna, precisa FdI, è sottoscrivibile anche online all’indirizzo www.nointegralismoislamico.it.
Dalla campagna di FdI al decreto del governo per la scuola: perché l’integrazione vera parte dai diritti
Una linea netta ed essenziale nel dibattito pubblico quella che FdI traccia nel dibattito pubblico, che parte da due punti imprescindibili da dove, come ci insegna la geometria, parte una retta. E che in questo caso, declinati all’azione politica del governo sono: 1) l’integrazione sociale non può prescindere dal rispetto della dignità della persona e dunque dalla tutela del processo di emancipazione femminile. 2) Operare in difesa della sicurezza nazionale.
La svolta di FdI contro integralismo e marginalità
Pertanto, la mobilitazione, che attraverso venti tappe toccherà l’intero territorio nazionale, sostiene una proposta di legge tesa ad arginare la penetrazione del radicalismo religioso. Come? Anche attraverso il divieto del velo integrale nei luoghi pubblici. Lo stop ai certificati di verginità. Strette severe contro le spose bambine e i matrimoni forzati. Fino alla massima trasparenza sui fondi destinati ai luoghi di culto.
La campagna di FdI e il decreto per le scuole del governo: altro che scelte che escludono… iniziative di civiltà
Nessun intento escludente, dunque. Semmai, una scelta di civiltà. È il medesimo principio d’azione che sostiene la misura del governo sulla scuola, difeso con chiarezza dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: fissare un tetto alla presenza nelle classi di alunni non italofoni. Una norma concepita per superare la logica deleteria delle “classi ghetto”. Garantire l’apprendimento della lingua italiana come fondamento di parità reale. E coinvolgere gli stessi genitori nei percorsi educativi.
Due mosse segno di un’unica strategia
Ed è per questo che è evidente che i due interventi (il provvedimento del governo per le scuole e la campagna di FdI) si muovono all’interno della stessa visione politica: smantellare l’illusione del multiculturalismo passivo, che per anni ha tollerato la formazione di zone franche e sacche di chiusura patriarcale, in favore di un’integrazione fondata sui valori costituzionali.
Due punti cardine: difendere i diritti individuali delle donne e porre la lingua italiana al centro della formazione scolastica
Per questo chi accusa l’esecutivo di discriminazione scambia la tolleranza con l’indifferenza. Libertà e sicurezza non sono termini in contrasto, ma facce della stessa medaglia: difendere i diritti individuali delle donne e porre la lingua italiana al centro della formazione scolastica significa offrire opportunità concrete a chi sceglie di vivere in Italia. Perché l’emancipazione femminile e la coesione sociale non si realizzano attraverso deroghe culturali. Ma riaffermando con forza le regole di una comunità che accoglie e sostiene l’integrazione.
L’Italia non appartiene a chi vuole cancellare il volto e l’identità delle donne dietro un velo. In Italia, nessuna deve restare nascosta.
Firma la proposta di Fratelli d’Italia contro l’integralismo islamico. Link nel primo commento. pic.twitter.com/i4OZJMQDso
— Fratelli d’Italia 🇮🇹 (@FratellidItalia) September 26, 2026