Amnesie selettive
Tetto del 30% per gli studenti stranieri, quando a fissarlo era la sinistra: le circolari sotto i governi Letta e Conte II
Valditara ha annunciato che la norma sarà introdotta con un decreto. Intanto emerge che la soglia per i ragazzi che non padroneggiano bene l'italiano nel tempo è stata confermata e rivendicata anche dai ministri Carrozza e Azzolina
La sinistra dimentica, internet no. E così ci pensa l’intelligenza artificiale a ricordare che sulla soglia di studenti stranieri in classe non c’è solo le circolari dell’allora ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella, richiamate dalla premier Giorgia Meloni in trasmissione da Bruno Vespa, ma anche un solido archivio documentale targato sinistra. Circolari che fissano il tetto al 30%, infatti, sono state diramate tanto con Maria Chiara Carrozza, titolare di viale Trastevere durante il governo Letta, quanto con Lucia Azzolina per il Conte II, dunque ministri espressione di quella parte che oggi parla di esclusione e ghetti.
Un decreto per il tetto agli studenti stranieri e il divieto di burqa
Allora si trattava di circolari, che troppo spesso sono rimaste inapplicate. Oggi si tratta di una legge. Anzi, di un decreto legge che arriverà al Consiglio dei ministri atteso per domani e che conterrà anche il divieto di burqa e niqab in classe, come annunciato dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. “Non è una norma razzista ma per il bene di tutti, studenti stranieri e italiani”, ha ribadito il ministro, ricordando che la misura non sarà legata alla cittadinanza, ma alla conoscenza della lingua. “Il decreto legge è rivolto anche agli studenti europei, se uno studente polacco non sa l’italiano ha lo stesso problema a imparare di uno studente marocchino”, ha sottolineato Valditara, ricordando che la non riguarda gli studenti che hanno adeguate competenze linguistiche.
In sostanza, il vero punto della questione è che si passa ancora una volta dalle parole della sinistra ai fatti della destra con il consueto côté, anche, di incoerenza della prima, che oggi dice l’opposto di quello che dicevano le sue circolari, e coerenza della seconda, che sul tetto non ha cambiato idea. La fotografia, si diceva, l’ha scattata l’Ai e in particolare Il Foglio Ai con un articolo intitolato “Il 30 per cento di stranieri nelle scuole, prima di Meloni”.
Le circolari della sinistra sulla soglia al 30%
Il pezzo ricorda, con tanto di fotografie dei testi, le circolari ministeriali dei tempi di Carrozza (febbraio 2014) e Azzolina (novembre 2020) che raccomandavano il tetto del 30% di studenti stranieri, prevedendo deroghe per i ragazzi che padroneggiavano l’italiano. Particolarmente interessante, poi, il fatto che a Carrozza nel 2013 fu rivolta una interrogazione da parte del deputato Fabio Rampelli, oggi vicepresidente della Camera, che chiedeva conto della piena applicazione della circolare del gennaio 2010 (ministro Maria Stella Gelmini) sul “principio di equa distribuzione tra bambini italiani e bambini stranieri che deve essere assicurato nelle scuole italiane per garantire effettivi processi di integrazione” e il ministro rispondeva che “vorrei rassicurare l’onorevole interrogante sul fatto che la circolare menzionata è pienamente vigente e operativa”, ribadendo la validità e la necessità dei principi guida della circolare.
Altrettanto interessante l’elenco di alcuni dei ministri che condividevano con Carrozza le responsabilità di governo, ricostruito dal Foglio Ai: Letta premier, Andrea Orlando all’Ambiente; Dario Franceschini ai Rapporti con il Parlamento; Graziano Delrio agli Affari regionali; Cécile Kyenge, ministra dell’Integrazione. Passano gli anni, si arriva ad Azzolina e al Conte II, ma non cambia la sostanza della circolare inviata ai dirigenti scolastici per “prevenire anomale e non adeguatamente motivate concentrazioni di alunni stranieri presso singole classi di uno stesso istituto scolastico”. Il testo, del resto, si richiamava ai precedenti. Anche in questo caso, vengono ricordati i nomi di alcuni ministri: Roberto Speranza alla Salute, Roberto Gualtieri all’Economia, Stefano Patuanelli allo Sviluppo economico, Lorenzo Guerini alla Difesa, Dario Franceschini alla Cultura, Francesco Boccia agli Affari regionali, Giuseppe Provenzano al Sud, Anna Ascani viceministra. “L’esecutivo riuniva M5s, Pd, LeU e Italia Viva”, è la notazione ulteriore.