Opposizione da primato...
Record al contrario, anche il centrosinistra festeggia 4 anni passati senza essere riuscito a mettersi d’accordo su niente
L'opposizione più longeva della Repubblica: 1.413 giorni non sono bastati al Campo largo per accordarsi su programma e leadership. Un traguardo anche questo
A ognuno il suo record, il centrosinistra non deve sentirsi frustrato. Anche il Campo largo può festeggiare un primato negli stessi giorni in cui il centrodestra festeggia il suo: i quattro anni passati all’opposizione senza essere riusciti a mettersi d’accordo su alcunché: dal programma alla leadeschip, dalla politica estera a quella fiscale, fino ai balletti sulle primarie. Quattro anni, un record anche questo: 1.413 giorni trascorsi divisi da opposti egoismi, senza produrre contenuti politici comuni per disarcionare Meloni da Palazzo Chigi sono un primato di tutto rispetto… Dall’acredine con cui il centrosinistra sta attaccando il governo a testa bassa – prima, durante e dopo la kermesse di Bari – non pare che i leader delle opposizioni si stiano rendendo conto che anche loro, nel lloro piccolo, sono entrati nel Guiness dei primati al contrario; che anche a loro spetta un “record” di consolazione. Giorgia Meloni in persona ha conferito ironicamente lo “scettro” del traguardo raggiunto: “Siete i più duraturi della Repubblica. Facciamo quindi gli auguri anche ai colleghi della sinistra, diecimila di questi giorni”.
A ognuno il suo record: il centrosinistra nel suo piccolo “festeggia” 1.413 giorni di divisioni
Lo spunto che offre Ilaria Salis dai social, in tal senso, è un formidabile assist al contrario per il cortocircuito che innesca: “Il governo più longevo. L’agonia, a volte, dura parecchio”. Sarcasmo tutto da rigirare su sé stessa e sulla coalizione di cui fa parte, visto che ‘”agonia” è il termine giusto per un’opposizione che non riesce a uscire dal coma dopo 1413 giorni. “Ammazza quanto rosichi”- le rispondono dal web. Ormai ti devono vendere il Maalox in taniche da 5 litri formato ‘emergenza nazionale'”. Scherzando l’utente social dice la verità, anche se il Maalox andrebbe consigliato a tutti, a Schlein a Conte, a Fratoianni e Bonelli, fino a Renzi e a Calenda. E’ un’emergenza nazionale, un vulnus politico un’opposizione che non riesce a farsi visione di un’alternativa e riesce solo a balbettare, con qualche variante lessicale, che “Meloni festeggia mentre il Paese soffre”.
Quattro anni passati senza un programma e un leader, Meloni: “10mila di questi giorni”
Una rapida panoramica dello stato dell’arte dei partiti che dovrebbero fare fronte contro Meloni vede il M5S e il Pd divisi sull’ipotesi delle primarie per la leadeschip. Nel Pd la maggior parte dei big è contraria e in questi giorni ci hanno fornito “perle” di dichiarazioni per dribblare i gazebo: “Una Tarantella” ha definito Arturo Parisi, papà delle primarie, le contorsioni del Pd per evitare un’appuntamento che vedrebbe Elly Schlein perdente, visti i sondaggi favorevoli a Conte. Neanche sulle regole dell’eventuale consultazione sono d’accordo: turno unico o ballottaggio, voto soltanto ai gazebo o anche online, requisiti per le candidature e data del voto. Su questi punti Pd e M5S hanno interessi e posizioni differenti, mentre tra i possibili outsider continuano a circolare, fra gli altri, i nomi di Silvia Salis e Riccardo Magi. Insomma, a pochi mesi dalle Politiche, il campo largo discute ancora non soltanto di chi debba guidarlo, ma perfino di come sceglierlo.
Un record al contrario: l’opposizione può festeggiare…
Fresco di queste ore è il bullismo” di Conte sulla Schlein: il primo insiste sui gazebo e respinge l’idea che il candidato a Palazzo Chigi debba essere automaticamente espresso dal partito più votato della coalizione (ad oggi il Pd): «Non possiamo accettare questa regola ed essere ridotti tutti a cespugli». Ottimo viatico per consolidare il record negativo dell’ opposizione che fa opposizione al suo interno. I 1.413 giorni passati senza essere riusciti a mettersi d’accordo su nulla è un traguardo destinato a consolidarsi. Ultimo, ma non certo per importanza il caso della candidatura di Mario Calabresi a Milano che ha spaccato il Campo largo come non mai: accolto con il gelo di Elly, che vuole Majorino a Palazzo Marino. Accolto dal no dei 5Stelle e di Avs, salutato con favore da Calenda. Cos’altro manca?