Serrando le file
Pontida, è il giorno della Lega: sul pratone in attesa del segretario è sfida delle T-shirt tra “Io sto con Matteo” e “Lega Nord fino alla morte”
La Lega serra le fila a Pontida: la parola d’ordine che più risuona è unità, sulla scia di quanto ribadito nelle scorse ore da Matteo Salvini: «La Lega vince solo se unita, forte e libera da Nord a Sud». «Per cambiare la storia occorre coraggio, visione, determinazione e pazienza. Non bisogna mai mollare nel bene e nel male. Mai montarsi la testa con il vento in poppa. E mai deprimersi quando c’è da rimboccarsi le maniche».
Pontida: oggi è il giorno della Lega
E allora, con lo sguardo rivolto a ieri e un occhio puntato sul futuro, tributi e intitolazioni al padre nobile Umberto Bossi, tra calcoli e prospettive, sul prato verde della Lega l’aria è densa e frizzante. Il raduno si apre nel segno di un commosso tributo a Umberto Bossi, lo storico fondatore scomparso quest’anno: l’intitolazione dell’area al Senatur, un video amarcord con le sue battaglie più iconiche, l’ovazione della folla e le note del Va’ pensiero intonate dal tenore Pastorino segnano il momento solenne.
I tributi a Bossi in attesa del discorso di Salvini
È il rituale delle “radici salde” a cui la Lega si aggrappa mentre cerca la rotta per il futuro. Ma dietro la commozione e la piantumazione dell’ulivo della pace voluta da Roberto Calderoli, il vero barometro del raduno si misura nei tessuti di cotone. Quello delle T-shirt che dividono militanti e acquirenti in giro per gli stand tra le scritte stampate che recitano: “Io sto con Matteo” e “Lega Nord fino alla morte”…
Il popolo della Lega sul pratone verde tra nostalgia e sfida al futuro
Sì perché al netto degli interventi che fin qui si sono succeduti e di quelli attesi – a partire dal discorso del segretario vicepremier e ministro –. E tra i gazebo che si affacciano sul pratone, tra cui ne spicca uno per la raccolta fondi in sostegno di Mario Roggero, è anche la vendita delle magliette a raccontare l’attuale momento della Lega, sospesa tra nostalgia e fedeltà all’attuale leadership. E allora, da un lato domina il blu d’ordinanza con la scritta “Io sto con Matteo”: trecento magliette già prenotate e centinaia vendute a dieci euro l’una dai militanti giunti dalla Brianza per fare scudo attorno al Capitano.
La Lega a Pontida è anche la sfida delle T-shirt
E con tanto di consigli per gli acquisti: «In un periodo di consensi persi, è fondamentale riconfermargli la fiducia», spiegano gli affezionati salviniani dal prato, pronti a difendere il segretario anche dalle scorie delle polemiche passate, compreso il discusso ingaggio del generale Vannacci. Dall’altro lato della trincea cromatica risponde il verde d’epoca. E tra le fila dei leghisti della prima ora, muniti di tessere datate 1989 e polo consumate dagli anni, spuntano le magliette bianche con lo slogan: “Lega Nord fino alla morte”.
Sintesi e unità
A fare da arbitro tra le due anime resta il popolo dei fedelissimi in prima fila, piazzato su sgabelli pieghevoli e sotto gli ombrelloni da spiaggia, convinto che “la Lega vive di alti e bassi e non bisogna mai mollare”. Duecento giornalisti e decine di pullman attendono l’ultima parola. Quella affidata a Salvini intenzionato a dimostrare dal palco che l’unità non è solo uno slogan sulle magliette.