"Abbiamo la decima rata"
Pnrr, Italia “10 e lode”: centrati tutti i 156 obiettivi. Foti: «Ora altri 28,4 miliardi, ai gufi è andata male»
Il ministro: "Spiace per i tanti che hanno in questi anni affermato che avremmo bucato tutti gli obiettivi. Il 30 di settembre manderemo alla Commissione Europea la lettera per chiedere la liquidazione della decima rata, pari a 28,4 miliardi di euro che porteranno quindi l'incassato in Italia a 194,4 miliardi di euro
Italia 10 e lode. “Oggi abbiamo la decima rata del Pnrr, erano 156 gli obiettivi da raggiungere. Spiace per i tanti che hanno gufato in questi anni dicendo che avremmo bucato tutti gli obiettivi, colgo l’occasione per dire che il 23 settembre abbiamo convocato la cabina di regia del Pnrr per certificare che i 156 obiettivi della decima rata sono stati raggiunti”. La buona notizia per l’economia italiana – ma non per i gufi- è lo stesso ministro Tommaso Foti a divulgarla durante il video collegamento con il ‘Sette Idee – Il Festival dell’Italia che innova’, organizzato a Milano da L’Espresso. Dunque, una vota incassato l’ok si passa ai fatti:
L’Italia ha incassato in totale 194, 4 miliardi di euro”
“Quindi il 30 di settembre manderemo alla Commissione Europea la lettera per chiedere la liquidazione della decima rata, pari a 28,4 miliardi di euro che porteranno quindi l’incassato in Italia a 194,4 miliardi di euro. Una parte significativa, 122,6 mld, sono a debito, 71,8 mld sono a fondo perduto ma per quanto riguarda l’Italia è una partita di giro perché noi siamo contribuenti netti in Europa”.
Foti: “Oggi abbiamo la decima rata del Pnrr”
Entrando nel dettaglio delle risorse ottenute con un lungo e grande lavoro, il ministro degli Affari europei, Pnrr e Politiche di coesione ha fatto osservare che con il Pnrr “il Sud ha avuto una quota di risorse territorializzate superiori a quelle di cui godeva in passato: era il 33 per cento e in questo piano è stato stabilito il 40 per cento. Dovremmo superare di un paio di punti anche la percentuale prevista per legge al Sud”. Foti ha fatto notare che “contrariamente al passato il Sud ha reagito bene anche rispetto alla casistica riferita agli adempimenti da assolvere. Come dato felicemente anomalo, si è ridotta drasticamente la durata degli appalti e con questo piano il Sud si è quasi allineato alla durata degli appalti del Nord”.
Pnrr, Foti: “Il 40% delle risorse al Sud, ridotta la durata degli appalti”
E ora? “Per gestire ora la fase del post Pnrr, secondo il ministro “occorre un sistema Italia, non solo regionale ma infraregionale, che ci porti a presentare dei progetti veramente qualificati e degni di finanziamento” dato che con la Coesione “abbiamo i fondi della piattaforma Step riservati all’innovazione delle imprese”. Per questo secondo Foti è necessario lavorare su questo piano: “il quadro finanziario 2028-2034 prevede anche l’assegnazione dei fondi di Coesione e avrà 400 miliardi di euro riservati alla competitività. Non sono preassegnati ma – ha spiegato Foti – andranno a progetti che saranno inviati alla Commissione europea che li valuterà e assegnerà le relative risorse”.
Foti: “Con la decima rata avremo liquidato 194,4 miliardi”
Foti era stato buon profeta ai primi di luglio, quando aveva chiarito: “Noi abbiamo avuto sicuramente la considerazione di essere il piano nazionale di ripresa e resilienza più resiliente e migliore di tutta l’Europa”. La tempistica è la seguente: “Confermo che al 30 giugno 2026 sono stati rendicontati alla commissione già 70 di 159 obiettivi che dobbiamo raggiungere entro il 31 agosto”, ha aggiunto. Cosa accadrà in quella data? “Non sono il mago Otelma e quindi non posso prevedere in questo momento come finirà. Ma posso assicurare che l’Italia raggiungerà anche gli obiettivi della decima rata: e quindi avremo liquidato 194,4 miliardi sui 194,4 miliardi previsti”, ha illustrato Foti lo stato di avanzamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Così è stato.
In Europa si sono privilegiate le regole rispetto agli scenari
Passando a delineare gli scenari macroeconomici europei, Foti ha fatto una riflessione: “Oggi purtroppo abbiamo privilegiato le regole rispetto agli scenari ed esigenze di completare alcuni mercati, come il mercato interno o quello dei capitali”. Rispondendo alla domanda su come la sovranità nazionale possa interagire con quella europea, il ministro ha evidenziato che non sono contrapposte ma “direi che sono complementari. Le sovranità necessarie per poter stare sul mercato globale sono le stesse carenze registrate dall’Ue. Non abbiamo mai detto di essere contro l’Ue. Il prossimo anno sono 70 anni dai Trattati di Roma, che perfino la destra politica di allora sostenne a differenza di altri che ritenevano fosse un male”.
“Mai come oggi occorre passare dalla enunciazione all’attuazione del mercato unico – ha aggiunto Foti -. Perché singolarmente siamo tutti paesi più fragili ma questo non ha attinenza con la sovranità intesa come concetto politico ma ha una grossa attinenza con le occasioni a mio avviso perdute dell’Europa che in questi anni si è preoccupata poco di alcune materie e scenari a partire da competitivitaà e innovazione”.