L'inseguimento e la tragedia
Morte di Ramy, l’amico tunisino che guidava lo scooter in fuga vuole essere risarcito dallo Stato e dai carabinieri
Vuole i danni, dal ministero della Difesa, dai carabinieri coinvolti e dalle assicurazioni delle auto coinvolte. La difesa di Fares Bouzidi, il giovane che guidava lo scooter (senza patente e sotto effetto di droga) su cui è morto l’amico Ramy Elgaml, è pronta a chiedere i danni per quanto accaduto il 24 novembre a Milano. Lo ha annunciato dopo la prima udienza ‘saltata’ – causa sciopero – davanti alla giudice per le indagini preliminari di Milano Tiziana Landoni, che vede imputati Elgaml e sette carabinieri. “Sosterremo l’ipotesi dell’omicidio volontario”, visto lo speronamento alla fine dell’inseguimento durato otto chilometri, sottolinea il legale Romagnoli, “e nella prossima udienza ci costituiremo sia per le gravi lesioni riportate da Fares e contestate al carabiniere alla guida, sia per i falsi e per il depistaggio perché i carabinieri hanno alterato la realtà. Poi chiederemo l’autorizzazione alla giudice a citare il Ministero della Difesa come terzo responsabile civile per i danni”.
Ramy e i danni chiesti ai carabinieri coinvolti
Rinviata, dunque, l’udienza preliminare per Antonio Lenoci, il carabiniere imputato di omicidio stradale con eccesso colposo nell’adempimento di un dovere per la morte Ramy Elgaml, il 19enne deceduto il 24 novembre 2024 al termine di un inseguimento di 8 chilometri per le strade di Milano con i militari del Nucleo radiomobile, e per gli altri 6 militari accusati a vario titolo di frode processuale, favoreggiamento e falso per la gestione delle ore successive all’incidente. La gup Tiziana Landoni ha preso atto dell’astensione dei legali, a cui ha aderito ieri anche la Camera penale di Milano, e ha rinviato le prime due udienze – inclusa quella per la scelta del rito – al 6 novembre e al 21 dicembre 2026. Imputato di concorso in omicidio stradale è anche Fares Bouzidi, l’amico di Ramy all’epoca 22enne, che si trovava alla guida dello scooter T-Max inseguito dalle tre ‘gazzelle’ prima dell’ultima sterzata verso sinistra letale all’angolo fra via Ripamonti e via Quaranta, e per gli stessi fatti già condannato in appello con il rito abbreviato per resistenza a pubblico ufficiale.
Per i legali di Bouzidi, ci sarebbe stato uno “speronamento volontario”, seguito da investimento. Un omicidio volontario nella forma del “dolo eventuale”, ossia “l’accettazione del rischio del verificarsi dell’evento morte”. E Fares “andrebbe prosciolto”.