Fondamentalismo islamico
Modena, le ricerche di Koudri sull’Isis e i video di odio contro l’Italia. FdI: altro che psicolabile, è terrorismo. La sinistra la smetta di minimizzare
Altro che psicolabile, come le sinistre si sono precipitate a sentenziare escludendo a tempo di record la matrice terroristica. Salim El Koudri, l’attentatore di Modena che ha causato la morte di una donna e il ferimento di 8 persone aveva un dichiarato obiettivo anti-italiano. Le ultime rivelazioni riportate dal Giornale e dal Resto del Carlino restituiscono il quadro di un islamista radicalizzato, ossessionato dall’odio antioccidentale. “L’Italia va distrutta” è una delle frasi pronunciate nei video selfie deliranti di El Koudri, il giorno prima di scagliarsi con la sua macchina-ariete, seminando morte e terrore nel cuore di Modena.
Attentato di Modena, le ricerche online di Koudri sull’Isis e le stragi
“Illuminanti” i dati emersi dalla visione del suo cellulare e del computer che rivelano 68.000 accessi online mirati nei 63 giorni precedenti l’attacco. Vengono alla luce centinaia di ricerche sul web di articoli sullo Stato Islamico e su Osama Bin Laden, navigazioni sul sito di Al Jazeera. E ancora, ricerche altalenanti su Wikipedia relative alle stragi in Europa o alle guerre in Medio Oriente. Il nuovo quadro è emerso nel corso degli accertamenti tecnici irripetibili svolti sui device utilizzati dal 31enne di origini marocchine che lo scorso 16 maggio con la corsa folle della sua auto ha seminato il panico nel centro di Modena.
Bignami: altro che gesto di un folle, è un attentato di matrice islamica
Il panorama emerso dall’analisi del cellulare e del pc di El Koudri – commenta Galeazzo Bignami – “spazza via, una volta per tutte, i tentativi della sinistra di minimizzare una strage a mero ‘gesto di un folle’. I dati emersi – prosegue il capogruppo di FdI alla Camera – parlano chiaro. E delineano un quadro di radicalizzazione e premeditazione ideologica. Che non può e non deve essere ignorato. Altro che ‘squilibrio mentale’ con cui la sinistra ha cercato di nascondere la verità. Di fronte a 68.000 accessi online mirati nei 63 giorni precedenti l’attacco, con ricerche sistematiche sullo Stato Islamico, siamo di fronte a un attentato di matrice islamista. Rispetto al quale l’aggravante della finalità terroristica appare non solo evidente, ma doverosa. Fratelli d’Italia esige piena chiarezza”.
“Il sindaco di Modena continuerà ad accusare la destra di sciacallaggio?”
Come già denunciato in un video alcuni giorni fa Bignami pretende chiarimenti. “Non accetteremo zone d’ombra né insabbiamenti dettati da una sinistra che ha sempre preferito minimizzare e nascondere la realtà. Cosa diranno adesso? Il sindaco di Modena continuerà a tacciare di sciacallaggio chi, come noi, chiedeva di indagare senza paraocchi sulla pista del fondamentalismo islamico? Invece, quanto sta emergendo è la conferma di un fallimento culturale e politico sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio”.
Kelany: chi tace sulle radici dell’attentato è altrettanto colpevole
Anche Sara Kelany, responsabile immigrazione del partito della premier, scende in campo. “È possibile definire solamente folle chi si informa per almeno due mesi, senza alcuna interruzione, su attentati e violenze di matrice terroristica per poi mettere in pratica quanto appreso lanciandosi con l’auto sui passanti? Si può giustificare – si chiede Kelany – con un disturbo della personalità chi uccide, ferisce, al solo scopo di colpire l’Italia in nome dell’Isis? Non si può. Quanto commesso da Shalim El Koudri è gravissimo perché ha radici nel fondamentalismo islamico. E la narrazione della sinistra e della stampa simpatizzante è incommentabile quanto pericolosa. Il nuovo articolo, apparso oggi su Il Giornale contiene dati emersi dall’analisi del cellulare e del computer dell’attentatore di Modena che non lasciano dubbi sull’intento e sulla premeditazione. Chi tace su questo è altrettanto colpevole”.
Barcaiuolo: il sindaco di Modena chieda scusa
Michele Barcaiuolo, deputato modenese di FdI, fa notare la “gravissima fretta” con cui, nelle ore immediatamente successive all’attentato, il sindaco Mezzetti e una parte della sinistra modenese cercarono di consegnare alla città “una spiegazione già confezionata e rassicurante”. Non contestiamo al sindaco di non aver conosciuto elementi investigativi che in quel momento non erano disponibili – chiarisce il parlamentare – contestiamo esattamente il contrario, cioè aver scelto di avanzare pubblicamente una lettura quando quegli elementi ancora non c’erano. È questo il punto politicamente imbarazzante. Mezzetti chieda pubblicamente scusa a tutti i cittadini”. Intanto secondo le prime conclusioni dei periti nominati dal gip il disturbo psichiatrico di El Koudri non escluderebbe la capacità di intendere e di volere nel momento in cui si è scagliato, il 16 maggio, con la sua Citroen C3 contro la folla in centro a Modena. La perizia conclusiva sarà discussa in udienza il 2 ottobre.