Una voce sola per Kiev
Meloni a Oslo: «Un inviato unico sull’Ucraina rafforzerebbe l’Europa. Putin cerca l’escalation, non cadiamo nella trappola»
“Italiani e norvegesi sono eredi di una grande storia comune, che sono molto orgogliosa di ricordare oggi. Quest’anno ricorre il centenario della missione del dirigibile Norge. Quella spedizione non fu solamente una straordinaria impresa di esplorazione: fu la prima missione di successo al Polo Nord con un dirigibile. È un esempio di assoluta avanguardia per l’epoca, di cooperazione scientifica tra le nostre Nazioni”. Così la premier esordisce nelle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro a Oslo con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. Il premier norvegese ha sottolineato l’importanza di preparare già un prossimo incontro con la presidente del Consiglio italiana. Ha evidenziato le numerose sfide che l’Europa si trova ad affrontare e sulle quali Italia e Norvegia discutono regolarmente. Tra i dossier citati, sicurezza, nuove sfide industriali e competizione sul mercato globale.
Oslo quarto fornitore di gas per l’Italia
La premier ha sottolineato come “per noi la Norvegia è un partner di primo piano in Europa. Lo è certamente per il ruolo che tutti conoscono che ha nella diversificazione degli approvvigionamenti energetici italiani: è il nostro quarto fornitore di gas”. Rispondendo a una domanda sul fatto che la visita in Norvegia fosse legata anche alla necessità di approvvigionamenti energetici, Meloni ha osservato: “Non sono qui solo per questo”. La premier ha quindi sottolineato che “l’Italia e la Norvegia sono due nazioni che cooperano in maniera molto forte” e che il partenariato può esprimere “enormi potenzialità” anche in altri settori.
Ucraina: “Un inviato unico Ue rafforzerebbe la posizione europea”
Innanzitutto Kiev. “Italia e Norvegia lavorano e continueranno a lavorare per rafforzare la resilienza del popolo ucraino, chiaramente sostenendo una prospettiva negoziale per una pace che deve essere giusta e duratura fino a quando questo ovviamente sarà necessario”. Sarebbe necessario che l’europa parlasse con voce sola. “L‘ho già detto in diverse occasioni- ribadisce Meloni- : io penso che individuare e formalizzare chi parla a nome dell’Europa sarebbe un elemento che rafforza la posizione europea. E attenzione: parlo di Europa e non di Unione Europea”, ha specificato la premier. Quello che va evitata è la trappola delle provocazioni di Mosca. Secondo la premier la Russia starebbe alzando la pressione al confine europeo per mascherare i problemi strategici, riscontrati nel conflitto ucraino. “Io credo che queste provocazioni da parte di Mosca si stiano moltiplicando. Perché Putin ha bisogno di spostare l’attenzione, cercando un’escalation con l’Europa da una situazione sul campo della guerra in Ucraina che non sta andando come Putin aveva previsto, dichiarato, promesso al suo popolo. E quindi noi dobbiamo chiederci a chi conviene un’eventuale escalation e agire di conseguenza”.
Canada, Meloni sulla proposta von der Leyen: “Coinvolgere partner affidabili, ma no a doppioni”
Le domande si sono poi focalizzate sulla proposta della presidente della Commissione europea von der Leyen di aprire la strada al Canada come primo «membro associato» dell’Unione europea. Ha parlato del superamento dell’attuale rapporto basato sul Ceta (Comprehensive economic and trade agreement, cioè l’accordo economico e commerciale globale sottoscritto dal Vecchio continente e dal premier canadese Mark Carney) verso una vera «Alleanza per il futuro», con cooperazione rafforzata su difesa, energia, materie prime critiche, IA, tecnologia, cybersicurezza e sicurezza economica. Il ruolo di primo “associate member” è una categoria che oggi non è prevista dai Trattati e della quale devono ancora essere definiti contenuto giuridico, diritti e obblighi. Pertanto, in assenza di precisi dettagli Giorgia Meloni ha risposto così alla domanda in merito:
“Non sono in grado di giudicare. L’unica cosa che doppiamo evitare è raddoppiare le cose: devo capire cosa c’è di diverso nella proposta di von der Leyen rispetto all’articolo 4 della Nato o al Consiglio di sicurezza Onu”. E ha concluso: “Penso sia molto importante rafforzare la nostra cooperazione sempre di più. Non posso giudicare con esattezza le proposte presentate da Ursula von der Leyen perché non le conosco nei dettagli. Ma sono convinta che partner seri e affidabili che ci possono aiutare verso un’autonomia strategica debbano essere coinvolti”.