Alla festa dei giovani di FdI
La Russa a Fenix: “Vannacci? Se fossimo come la sinistra lo avremmo baciato, ma grazie a Dio siamo diversi”
Da Ranucci a Vannacci, da Trump alla guerra israelo-palestinese, dalla riforma elettorale alla mafia. Risposte a ritmo incalzante quelle del presidente del Senato Ignazio La Russa ospite della seconda giornata di Fenix, Il tempo del coraggio, la festa di Gioventù nazionale in corso a Roma al laghetto dell’Eur. Si parte dalle sfuriate delle opposizioni sulla legge elettorale che tornerà alla Camera il 28 settembre. “Il premio di governabilità evita il pareggio. È assolutamente costituzionale perché lo ha detto ufficialmente la Corte costituzionale”, dice la seconda carica dello Stato intervistato dal direttore del Fatto Peter Gomez davanti a una platea di giovani e giovanissimi.
Vannacci, La Russa a Fenix: chi ha tradito una volta lo farà ancora
Nessun dubbio sulla data delle politiche. “Meloni ha detto che ci sono ancora tante cose da fare. La maggiore probabilità sarà quella a scadenza naturale, magari non a dicembre ma a ottobre”. Inevitabile la domanda sull’effetto Vannacci, ossessione più della stampa che del centrodestra. Sul generale fuoriuscito dalla Lega c’è anche un “problema etico”, sottolinea La Russa. “Il fatto che Vannacci abbia conservato alcuni dei punti del programma sottoscritto quand’era stato candidato da Salvini è naturale. Anche noi abbiamo punti di contatto con il Pd sulla legge contro il femminicidio e sull’Ucraina, su questi punti invece Vannacci non è d’accordo”. Così il presidente del Senato che aggiunge: “Non so se posso dare torto a Salvini qualora dicesse che non lo vuole con sé in coalizione perché chi tradisce una volta tradirà di nuovo. Se fossimo come la sinistra, con questi sondaggi, avremmo già baciato in bocca Vannacci ma grazie a Dio siamo diversi”.
“Su Ranucci so che la Rai lo ha fatto diventare ricco”
Anche su Sigfrido Ranucci La Russa è lapidario. Lo avete fatto diventare un martire?, chiede Gomez. “Per ora la Rai lo ha fatto diventare un ricco. Un giornalista che ha un buono stipendio”, risponde il presidente del Senato spostando il fuoco su Report. “Il metodo di Report è quello di prendere tesi, fare finta che tutte le cose che gli vengono in mente siano vere, non controllare quando basterebbe un bambino di terza media a capire che sono fandonie, e farle diventare vere. Per il resto, Ranucci possono tenerlo lì, che mi frega, è il metodo”.
“Non siamo d’accordo sugli eccessi di Trump, mica dobbiamo essere alleati su tutto”
Poi i riflettori si accendono sulla politica estera e i rapporti tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca. “Continuiamo a ritenere alcuni punti del programma di Trump assolutamente convincenti. La lotta alla cultura woke, la difesa dei confini contro un’immigrazione selvaggia, il tentativo di avere uno sguardo importante in difesa dell’Occidente. E invece – scandisce La Russa – non siamo d’accordo sugli eccessi“. E i recenti “raffreddamenti” del centrodestra italiano? “Quando Trump se la prende con la premier, la mia simpatia sta tutta dalla parte di Giorgia Meloni. Mica dobbiamo essere o alleati o nemici in tutto”. E ancora sull’escalation di Israele. “Certo che la trovo esagerata. Ma nessuno mi chiede mai cosa penso del 7 ottobre. Alla soluzione due popoli due stati siamo favorevoli da molto prima che la sinistra se ne accorgesse”.
Borsellino resta un nostro mito, sarebbe il nostro candidato al Colle
Infine un passaggio sulla lotta alla mafia. “Se c’è una cosa che la destra non può rimproverarsi – conclude La Russa – è la lotta contro la criminalità organizzata. Non a caso il nostro mito rimane Borsellino che volemmo addirittura presidente della Repubblica. Oggi sarebbe il candidato presidente della Repubblica di Fratelli d’Italia come lo fu allora”.