Adesso basta
Maranza, a Legnago la stretta passa dal portafoglio. Il sindaco di FdI: “Se i genitori non collaborano, via i sussidi”
Dopo lo scippo a un’anziana e la rapina a un tabaccaio compiuti da due quindicenni, il primo cittadino prepara nuove regole per i contributi comunali: “I miei me ne avrebbero date tante”
A Legnago la stretta sui maranza potrebbe passare dal portafoglio dei genitori. Il sindaco Paolo Longhi, esponente di Fratelli d’Italia, vuole modificare i criteri con cui il Comune assegna alcuni contributi alle famiglie: chi viene chiamato a collaborare con i servizi sociali dopo gravi reati commessi dal figlio minorenne e decide di sottrarsi al percorso educativo rischierà di perdere il beneficio pubblico.
Lo scippo all’anziana e la rapina al tabaccaio
Non un automatismo legato al reato del ragazzo, dunque, ma una forma di “responsabilizzazione” della famiglia. L’idea arriva dopo l’ennesimo episodio che ha riacceso a Legnago il problema della criminalità giovanile. Due quindicenni italiani di origine marocchina hanno prima scippato un’anziana, facendola cadere a terra, e successivamente rapinato un tabaccaio, colpendolo alla testa con una bottiglia. I due sono stati arrestati e, secondo quanto riferito, avevano già alle spalle diversi precedenti.
È da qui che nasce quella che Longhi definisce una «rabbiosa considerazione». Il sindaco osserva che «molto spesso dietro a questi fatti ci sono giovani immigrati di seconda generazione e quindi famiglie perfettamente regolari nel nostro territorio. Famiglie che, come tutte quelle che ne hanno la possibilità, beneficiano di contributi e sussidi pubblici».
“I miei genitori me ne avrebbero date tante”
Il primo cittadino non ci gira troppo attorno. «I miei genitori me ne avrebbero date tante, anche per molto meno, che me ne sarebbe passata la voglia…», dice. E aggiunge: «Quindi dietro il comportamento malavitoso di questi ragazzini, ci sono anche famiglie assenti alle quali non frega assolutamente un fico secco che i propri figli si macchino di questi reati».
Il punto politico della proposta è proprio questo: i diritti garantiti dal Comune devono accompagnarsi almeno alla disponibilità dei genitori a fare la propria parte quando il figlio imbocca una strada criminale. Longhi parla dei cosiddetti “maranza”, ma precisa che il criterio non sarebbe costruito su origine o cittadinanza: dovrebbe valere indistintamente per tutte le famiglie.
Avvocato di professione, il sindaco prova inoltre a dare alla proposta un perimetro giuridico. Richiama la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati dai figli sottoposti alla loro vigilanza e cita le norme introdotte sul fronte della criminalità minorile che prevedono, in determinate circostanze, sanzioni o conseguenze anche per mamma e papà.
Il nuovo criterio: collabori oppure perdi il beneficio
Sul piano comunale, Longhi intende intervenire sui contributi discrezionali erogati alle famiglie in difficoltà: dalle sovvenzioni che consentono ai ragazzi di praticare sport o studiare musica ad altre forme di sostegno sociale. Il meccanismo immaginato è semplice. «Tuo figlio ha compiuto misfatti di un certo tenore e tu ne sei il responsabile genitoriale. Bene, a questo punto chiaramente sei chiamato dagli assistenti sociali a un percorso di collaborazione per far rientrare sulla retta via tuo figlio. Non lo fai, non partecipi agli incontri, non dai segnali di voler impegnarti? Io ti sospendo o ti tolgo il contributo».
Longhi annuncia ora la revisione del regolamento del settore sociale e dei singoli bandi compatibili con il nuovo criterio. Poi la proposta dovrà passare dalla giunta. L’ambizione, però, va oltre Legnago: «Spero che questo mio principio venga adottato anche dagli altri Comuni e a tutti i livelli della pubblica amministrazione, da quella locale a quella statale».