I dati che preoccupano
La Procura lancia l’allarme sui maranza: “Fenomeno in crescita nel centro storico di Roma”. FdI: “Gualtieri dica cosa intende fare”
Interpellato dal Secolo d'Italia, Marco Perissa, presidente della federazione romana del partito di Giorgia Meloni chiama in causa il Sindaco della Capitale
I maranza “partono dal Colosseo ogni notte. Poi si dividono nelle vie del centro storico, Trastevere, Campo de’ Fiori, Pantheon, Torre Argentina. L’obiettivo è mettere a segno tre, quattro colpi per volta, prendendo di mira soprattutto i turisti all’uscita di ristoranti e locali per impossessarsi di collane d’oro, gioielli e telefoni di ultima generazione”. È il quadro riportato dal quotidiano ‘La Repubblica’ che cita un decreto della procura di Roma relativo a un’indagine “culminata con il fermo di quattro giovani egiziani autori di diversi colpi nel centro della capitale tra il 12 e il 16 luglio”.
Un fenomeno radicato
Le carte non si limitano ai casi contestati ma descrivono il “fenomeno delle rapine e dei furti con strappo di collanine e altri monili nonché di cellulari di ultima generazione ad opera dei cosiddetti ‘maranza’” un fenomeno “in allarmante crescita nel centro storico di Roma”. “I magistrati – si legge – parlano di condotte delittuose dei giovani egiziani’ e di una ‘criminalità predatoria dei maranza’ ormai ‘radicatasi nel centro storico romano'”.
Bande dedite ad aggressioni
“Le bande si ritrovano al Colosseo, si muovono insieme e poi si dividono per battere contemporaneamente le strade della movida, dove individuano le vittime e colpiscono in rapida successione” riporta il quotidiano, con un “atteggiamento apertamente oppositivo alle forze dell’ordine”. Tanto che il decreto dei pm capitolini “richiama anche la definizione della Treccani, secondo cui i ‘maranza’ sono gruppi dediti ad aggressioni, rapine, scippi ed estorsioni che ‘cercano lo scontro con le forze di polizia’”.
Perissa quadro gravissimo
Contattato dal Secolo d’Italia, Marco Perissa, presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia e deputato ha commentato: «Quanto emerge dalle carte della Procura di Roma è gravissimo. Non parliamo più di episodi isolati, ma di una criminalità predatoria che, secondo gli inquirenti, si sarebbe ormai radicata nel centro storico della Capitale. Bande che si ritrovano al Colosseo, si dividono nelle strade della movida e prendono di mira cittadini e turisti per rapinarli di gioielli e telefoni: un quadro intollerabile per Roma. Di fronte a questa situazione non servono giustificazioni sociologiche né il solito buonismo della sinistra. Servono legalità, controlli e fermezza. Ancora più grave è l’atteggiamento di aperta opposizione alle Forze dell’Ordine descritto nelle ricostruzioni: agli uomini e alle donne in divisa va il nostro pieno sostegno».
Gualtieri dica cosa intende fare
Perissa ha anche ribadito che «È ora che il Sindaco Gualtieri dica chiaramente cosa intende fare. Per troppo tempo il centrosinistra romano ha raccontato una città che semplicemente non coincide con quella vissuta quotidianamente da cittadini, commercianti e turisti. Degrado, illegalità, occupazioni, zone franche e fenomeni di criminalità diffusa non scompaiono ignorandoli o cambiando loro nome.
Non si può continuare a voltarsi dall’altra parte, come l’amministrazione capitolina, mentre degrado e criminalità conquistano pezzi della città. Roma è la Capitale d’Italia, non può diventare terreno di caccia per bande organizzate. Chi delinque deve sapere che qui non esistono zone franche né impunità» ha concluso.