Ogni giorno una perla
L’ultima surreale proposta di Bonaccini per risolvere il problema delle primarie: “Non ne parliamo per qualche settimana”. E dopo?
Una nuova “perla” si aggiunge alla collana delle contorsioni sulle primarie. Parole diventata “maledetta” per il Campo largo con i leader che ogni giorno sciorinano un abracadabra inconcludente: prima il programma, poi le primarie. O viceversa? E chi lo sa, neanche i leader del centrosinsitra sanno come dove, quando, con quale criterio affidarsi ai gazebo per scegliere una leadership chiara. Oggi è Bonaccini, il presidente del Pd ad escogitare una “genialata” patetica. “Per qualche settimana abolirei la parola primarie, perché se parliamo solo di primarie adesso parliamo di nomi e cognomi. Mentre noi abbiamo bisogno di chiudere sui contenuti”.
Primarie? Meglio non parlarne per un po’: l’ultima genialata di Bonaccini
“Chiudere sui contenuti” è una parola, visto lo stato dell’arte dello schieramento che va da Renzi a Fratoianni. Ma la soluzione prospettata da Bonaccini rende come meglio non avrebbe potuto la navigtazione a vista del centrosinistra. Abolire per qualche settimana la parole “primarie”, suggerisce l’ex presidente dell’Emilia Romagna. Qualcuno gli chieda cosa dovrebbe succedere dopo, una volta trascorse queste settimane. Al presidente del Pd ed europarlamentare, che è intervenuto a ‘Corrente alternata’ su Giornale Radio, nessuno l’ ha chiesto: non si sa per carità di patria o perché la risposta non la conosce neanche lui. “Le prossime settimane dovranno essere spese dalla coalizione di centrosinistra per scrivere quella che io chiamo l’alternativa, il programma dell’alternativa. Non basta essere solo contro gli altri, non basta parlare male di Meloni la sera: ci vuole un progetto per il Paese. Un minuto dopo decideremo in che modo scegliere la leadership: o con le primarie o con il primo partito che esprime chi guida il Paese”, ha aggiunto Bonaccini. Eppure questa alternativa metodologica è uno dei punti di maggiore divisione tra i partiti.
Bonaccini: Prima i contenuti. Già, quali?
La mancanza di lucidità è tanta. L’assenza di programmi dopo 4 anni di opposizione è un problema grave. La mancanza di un’alternativa e di leadership è ormai cronica, evidenziata anche da opinionisti ed editorialisti non certo ostili alla sinistra. Se nel Campo largo un big come Bonaccini può con disinvoltura invocare l’abolizione delle primarie dal lessico e dai contenuti politici vuol dire che sono proprio alla frutta. Del resto sui lidi pentastellati non è che l’analisi brilli per alti contenuti. Solo pochi giorni fa Giuseppe Conte, rispondendo al cronista della Stampa che gli chiedeva la motivazione per la quale fare primarie è fondamentale, Giuseppi rispondeva senza ritegno: “Per me non ci sono alternative: se accettassi di individuare il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero”. Insomma, si tratta di analisi rasoterra, politicamente parlando.