Nuovo giorno, nuovo mantra
Primarie del campo largo, tra ‘sorrisi spontanei’ e ‘buone intenzioni’ la nuova parola d’ordine è: programma. Che però ancora non c’è…
In casa campo largo la parola d’ordine delle ultime ore, da ripetere come un mantra a chiunque lo chieda o parli di primarie per la scelta della premiership, è una e una soltanto: “programma”.
Lo ha detto la segretaria de Pd Elly Schlein, incalzata dai cronisti a Genova, indossando un sorriso super spontaneo a 32 denti quasi stampato sul volto, mentre abbracciava una altrettanto super sorridente sindaca di Genova Silvia Salis, assicurando unità e amicizia eterna a colei che secondo i sondaggi potrebbe fermare le sue “ambizioni Chigiane”: «Chiedo di smetterla di parlare di noi e di parlare dei problemi concreti degli italiani» e ancora «Affinato il programma comune della coalizione, con gli alleati decideremo su tutto il resto».
Renzi: riempiamo le primarie di contenuti
Lo ha ribadito in una intervista al Corriere della Sera il sempreverde Matteo Renzi, tornato nel dibattito quasi come fosse ancora lui a guidare la corsa del centrosinistra alle elezioni “Silvia Salis avrebbe il mio voto alle primarie” ma “dobbiamo vivere le inevitabili primarie come una festa di popolo e riempirle di contenuti” e dunque di programmi.
Fico: in Campania seguiamo il programma
E lo ha detto anche con toni quasi definitivi il governatore della Regione Campania, Roberto Fico, tra i volti più rappresentativi del Movimento 5 stelle e tra gli ex grillini “più amati” dal Pd che un po’ lo sentono vicino a loro. In una lunga intervista a La Stampa il già Presidente della Camera con la legislatura dei governi arcobaleno di Conte e Draghi ha solo una parola da ribadire: programma:
«La nostra esperienza di governo sta andando molto bene, non esistono polemiche» perchè «In campagna elettorale abbiamo concordato un programma che stiamo seguendo. Ci confrontiamo e poi decidiamo e andiamo avanti insieme».
Quindi pensando alle primarie la domanda della giornalista è inevitabile: è i suo consiglio ai leader per costruire un campo largo nazionale: partire dal programma?
«Mi guardo bene dal dispensare consigli. Ma so che il programma è il vero leader di una coalizione, è quello che dà alle persone il senso di quel che vogliamo fare. E non partiamo da zero: in parte lo abbiamo già costruito con le battaglie parlamentari comuni».
E’ poi andando a fondo del buon proposito che le difficoltà aumentano, come quando si comincia a parlare di politica estera o di Ucraina. Ma la risposta da palla in tribuna sprigiona comunque ottimismo: «La nostra visione sulla politica estera è convergente: vogliamo costruire pace e dialogo. Nessuno esce da questo perimetro. Nel momento in cui ci si siederà per discutere il programma si troverà una modalità per affrontare il tema. Dobbiamo ricordarci che oggi abbiamo un dovere».
Mugugni al Nazareno sulla linea di Repubblica?
Ci sarebbe intanto un’altra partita che in casa sinistra si sta giocando in ottica primarie, ma non riguarderebbe i partiti che si contendono la leadership ma l’informazione e i media che raccontano fatti, volti e persone del campo largo. Secondo quanto riporta Libero Quotidiano, infatti, tra i dirigenti Pd e di sinistra i generale, la posizione del quotidiano La Repubblica “fortemente schierata contro le primarie” si sarebe notata. E l’interpretazione di una scelta assunta in ottica anti segretaria del Pd Elly Schlein sembra essere stata l’autorisposta logica a una domanda lecita. Nel partito c’è chi si chiede se questo non sia un modo di indebolire la dem, non ritenuta in grado di battere Giorgia Meloni alle urne. C’è invece chi associa una posizione a un cambio di guida del giornale e del suo editore. Ma la domanda che sembra non trovare risposta è: perché e per aiutare chi? Domande a cui solo il tempo darà risposte certe ma che a sentir Igor Taruffi, responsabile dell’organizzazione del Pd, presentando il programma della Festa nazionale dell’Unità, non sono un problema di cui Schlein sembra considerare tale «basta dare attenzione ai commentatori, diamo più attenzione al popolo vero, di cui non dobbiamo avere paura anche quando lo dovremo chiamare, se sarà necessario, a scegliere chi guiderà il centrosinistra». E quindi al programma.
Cazzullo definitivo: Il programma non lo legge nessuno
Così mentre i politici “programmano” e i dietrologi mugugnano, gli osservatori e i commentatori ‘smontano’ tesi e convinzioni, come nel caso di Aldo Cazzullo che sul Corriere della Sera risponde agli elettori del campo largo, confusi e in cerca di lumi sulle primarie, i programmi, i nomi: “Nessuno ha mai votato un partito, una coalizione, un leader in base al programma. Si vota per interesse, o per appartenenza, o sull’onda della tendenza del momento. I programmi di partito non li legge nessuno. E comunque ve lo dico io qual è il programma del centrosinistra: aumentare le tasse a chi già le paga, e aumentare ulteriormente la spesa pubblica. Leggo interviste inquietanti, secondo cui bisogna far pagare le tasse ai «super ricchi» che superano gli 80 mila euro lordi l’anno” scrive Cazzullo mettendo a tacere programmi e la sinistra, che forse dovrà trovare per domani un’altra parola…