Il primato italiano
“Los rosicones” spagnoli: per “El Paìs” il record della Meloni è un flop rispetto ai grandi successi di Sanchez
Noio volevam savuar, direbbero Totò e Peppino. Noi diciamo, “los rosicones“, in spagnolo maccheronico, perché fa un po’ ridere – anche se l’argomento è serio – quella definizione romanesca di chi si rode per rabbia, invidia, gelosia, come coloro che hanno scritto e pubblicato l’articolo di oggi del quotidiano El Paìs a commento dell’evento di Bari sul record di stabilità del governo Meloni. Un articolo che è la perfetta sintesi del rancore di quegli ambienti politico-giornalistici che tifano Sanchez e che non hanno gradito la linea dura dell’Italia sul pasticcio di Ceuta, quelli che hanno qualche difficoltà ad ammettere che la stabilità del governo Meloni è un valore aggiunto sia per l’Italia che per l’Europa.
Nel giorno in cui le testate straniere valutano, come dato acquisito, il record di longevità del governo italiano come un’anomalia europea, la traballante Spagna vicina ai socialisti – come è tradizionalmente El Paìs – attraverso il più importante quotidiano iberico immaginano, in un titolo in prima pagina, una Meloni “stabile ma inattiva”. Il giornale fa notare che Sanchez dura da più tempo, ed è attivo, molto attivo, purtroppo, diremmo noi, sulle sanatorie per i migranti, per esempio, sulla difesa dei parenti coinvolti nelle inchieste, sul disimpegno europeo con la Nato per la difesa comune, sull’acquisto di gas dalla Russia nonostante l’embargo e per finire anche sul fronte della playing-list musicale suggerita agli spagnoli nelle ore in cui orde di marocchini davano l’assalto a Ceuta e alla Spagna.
Meloni e la Spagna, il triste reportage de “El Paìs”
“Giorgia Meloni ha raggiunto 1.413 giorni al potere: tre anni, 10 mesi e due settimane. E, logicamente, lo celebra come un successo. Il trionfalismo è esagerato, ma c’è una spiegazione: in Italia, negli ultimi decenni, i governi sono sopravvissuti in media sei mesi e la durata di quello di Meloni non ha precedenti dal dopoguerra. Il Paese ha avuto altri presidenti del Consiglio rimasti in carica più a lungo, come Alcide De Gasperi, ma con coalizioni variabili e diverse squadre di governo. Superandoli, il governo Meloni è diventato un’anomalia anche nell’Unione Europea. È ancora lontano dai socialdemocratici Pedro Sánchez o Mette Frederiksen in Danimarca — rispettivamente otto e sette anni al potere — ma molti suoi colleghi probabilmente ne invidiano la longevità… L’immagine di stabilità che Meloni è riuscita a proiettare, tuttavia, ha qualcosa del miraggio. Perché ciò che ha caratterizzato il suo mandato, oltre alla durata, è stata l’inazione di fronte alle riforme che l’Italia rinvia da tempo e che neppure la presidente del Consiglio ha voluto o saputo affrontare. Qualsiasi trasformazione di grande portata tocca privilegi e gruppi di potere e Meloni ha preferito lasciare tutto com’era….“, scrive El Paìs, che parla di “bilancio molto modesto”.
Sembra di leggere “Repubblica“, in effetti, ma qui siamo in Spagna e il sospetto che il trattamento-Meloni sia una rivalsa politica più che una seria analisi della corrispondente dall’Italia, è più che un sospetto, dopo la sospensione di Schengen che tanto ha amareggiato Madrid. Ma in fin dei conti, ci può stare. Anche il “Secolo d’Italia“, solo un paio di mesi fa, per descrivere il disastro politico di Sanchez, aveva titolato, in prima pagina, “Triste, solitario y final“. Quasi final, purtroppo.