Un'ottima annata: sondaggio
Cernobbio scommette sull’Italia: 7 imprenditori su 10 vedono ricavi in crescita. «La stabilità paga»
La rilevazione Teha (The European House - Ambrosetti) condotto tra manager e imprenditori riuniti a Villa d'Este per la 52esima edizione del Forum di Cernobbio segnala ottimismo. Marcegaglia: "La stabilità per un Paese e le imprese è un valore"
Un’ottima annata. A quattro mesi dalla fine dell’anno, il 71,2% delle oltre 200 aziende presenti a Villa d’Este prevedono di chiudere il 2026 con ricavi in aumento: il 50,8% stima una crescita entro il 10%, mentre il 21,3% ne prevede una superiore. Quasi sei su dieci ritengono di fare meglio dei concorrenti. Insomma, da Cernobbio arriva una promozione alla stabilità del governo. Il primo sondaggio Teha (The European House – Ambrosetti) condotto tra manager e imprenditori riuniti a Villa d’Este per la 52esima edizione del Forum di Cernobbio rileva un diffuso e cauto ottimismo tra il sistema economico produttivo. Questo sentiment positivo si registra nonostante il contesto globale sia ancora caratterizzato da incertezze sul fronte geopolitico e costi di gestione (in particolare energetici) considerati ancora elevati.
Marcegaglia a Cernobbio: “La stabilità per le imprese è un valore”
Nella giornata di venerdì che ha introdotto il Forum è intervenuta Emma Marcegaglia, presidente e amministratrice delegata di Marcegaglia holding. Intervistata dall’Adnkronos ha sottolineato un dato essenziale per le imprese: “La stabilità per un paese e le imprese è un valore: non avere cambi di governo, campagne elettorale, politiche che partono in un modo e poi vengono cancellate dal governo successivo”. Lo ha rimarcato proprio a chi le faceva notare la concomitanza con la giornata del recordo di longevità del governo Meloni. Marcegaglia, entrando nel merito ha sottolineato alcuni obiettivi portati a casa dall’esecutivo.
”Il controllo del deficit è un fatto positivo, alcune cose sono fatte sull’energia, è ripartito il tema del nucleare”. La strada imboccata è ok, anche se meglio si può fare e il governo ne è consapevole. “Rimangono dei problemi importanti”, ha osservato l’ad. Il budget a disposizione resta ridotto, ma ci sono ”circa 12,3 miliardi da spendere tra difesa ed energia, quindi qualcosa in più si può fare”, considera Marcegaglia. Però, avverte, ”bisognerà usare quei soldi per il supporto a famiglie e imprese”. Soprattutto quelle ”energy intensive”, per ”continuare sul tema burocrazia che è continua ad essere un problema”, e per ”facilitare l’utilizzo dell’Ia nelle Pmi. Quando si hanno poche risorse – ha evidenziato l’ex numero uno di Confindustria – bisogna concentrarle su quello che conta per concentrarci sulla crescita”.
L’ottimismo degli imprenditori nel sondaggio Teha per il forum di Cernobbio
Un quadro che si riflette le intenzioni del governo. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha rivendicato una performance migliore delle attese. «Tutti i professionisti delle previsioni erano pessimisti sul nostro Paese, come fanno sempre. Le previsioni erano dello 0,5%, più o meno. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio prevedeva lo 0,5% e poi ha detto siamo sorpresi’», ha dchiarato a Cernobbio. Aggiungendo che «invece l’anno si concluderà presumibilmente con una crescita dell’uno virgola qualcosa per cento: più di Germania e Francia».
“L’instabilità politica era un fattore di svantaggio competitivo per il nostro Paese e per fortuna l’abbiamo superato”
La fiducia degli imprenditori viene legata alla continuità del governo Meloni. Per Cristina Scocchia, ad di illycaffè, “la stabilità è una condizione necessaria, perché senza un orizzonte di lungo termine non si può avere una visione e fare un piano. Punta a chiudere l’anno con una “crescita a doppia cifra, sia in top line che in bottom line”, riporta Il Sole 24 Ore. L’amministratore delegato ha concluso: “L’instabilità politica era un fattore di svantaggio competitivo per il nostro Paese e per fortuna l’abbiamo superato”. Floriano Masoero, ceo di Siemens Italia, ha osservato che l’ Europa può giocare veramente una carta fondamentale, con l’Italia e la Germania. “L’Italia e la Germania sono le due nazioni più industrializzate d’Europa che possono veramente mettere sul tavolo diverse leve. La prima leva è l’efficientamento energetico e la parte di transizione energetica permette intanto di ridurre il costo dell’energia. Non solo: la Germania e l’Italia storicamente hanno il più grosso know-how a livello mondiale su tutta la catena industriale: che vuol dire grandi end user (utenti finali) che riescono a progettare prodotti super innovativi. La terza leva è un ecosistema fatto da grandi aziende, da Pmi molto agili, molto innovative e flessibili. Abbiamo tutto quello che serve per essere veramente protagonisti”.