L'editoriale
Lo scossone in Sassonia certifica il crollo della Grande coalizione. Non ci mancherà…
L'Editoriale - di Antonio Rapisarda - 7 Settembre 2026 alle 07:31
Lo scrivevamo sul Secolo d’Italia tre giorni fa, a proposito dello “smarrimento” che grava sui sistemi politici di mezza Europa. Italia esclusa. Fra questi di certo il sistema tedesco: il modello della Grosse Koalition – ossia il centrodestra che governa con il centrosinistra (con quest’ultima che detta l’agenda) – considerato per decenni il motore politico più affidabile del Vecchio continente. Ecco, a poche ore dal record di longevità di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi è giunta la prova del 9 dell’implosione del “modello” che ha dettato legge in Germania: la vittoria schiacciante di Ulrich Siegmund e di Alternative Fur Deutschland in Sassonia-Anhalt.
Un terremoto politico che scavalca, eccome, la dimensione contenuta della tornata perché per la prima volta dalla fine del secondo conflitto mondiale porta un movimento radicale di destra a poter governare un Land. Uno choc per i partiti tradizionali tedeschi, Cdu e Spd su tutti e in piena caduta libera, che vedono infrangere il cordone sanitario nei confronti dei nazional-populisti e con ciò l’inevitabilità della grande coalizione come unico elemento stabilizzatore. È proprio quest’ultima sul banco degli imputati dalla grande mole di elettori che ha votato Afd: in chiave nazionale (come un avviso chiaro al cancelliere Merz), così come su scala europea.
La cosiddetta grande stampa utilizzerà adesso il solito refrain parlando di «onda nera», di pericolo sovranista, di rigurgito totalitario, rifiutando di considerare il dato di realtà: il 44,4% di cittadini della Sassonia che hanno votato per Afd non può essere liquidato come l’avanzata dei «neo-nazisti». Sarebbe surreale. La protesta di massa riversata nelle urne non è ideologica, è tutta contro l’establishment: contesta l’immigrazionismo, il multiculturalismo, la deriva woke (in Germania pesantissima), la desertificazione industriale, l’ossessione green, l’oicofobia. Sono questi i motivi del successo della destra di Alice Weidel che supera il 20% persino nella ricca Baviera. Il resto, certe pastoie nostalgiche e le iperboli populiste, determina certamente un serio problema politico ma non rappresenta la chiave per capire la portata del voto.
Anche perché un messaggio analogo non giunge solo dalla Germania. Stessa dinamica è destinata a trovare importanti sbocchi politici nel 2027 in Francia come in Spagna. Anche qui sono i popoli a non accettare più le formule escogitate dai partiti di sistema (il macronismo, il sanchismo) per impedire il cambio di paradigma. E anche qui le forze della destra si candidano a rappresentare l’alternativa contro le élite e contro certe derive di Bruxelles dove vige – guarda caso – il modello artificiale della “grande coalizione”: ossia l’alleanza fra popolari, socialisti e verdi. Tutti costoro, al contrario, guardano all’unico modello in vigore che non provoca smarrimento fra gli elettori: quello italiano.
Il destra-centro, guidato da Giorgia Meloni, ha stabilizzato il sistema politico italiano. Ha fornito agli elettori di destra la risposta nei confronti proprio dell’anomalia a-democratica e anti-sociale: dieci anni di governi tecnici, di larghe intese e di sinistra, tutti rigorosamente non espressione del volere dei cittadini. Il risultato? Non solo l’esperienza di governo più longeva della storia repubblicana ma l’unica formula, caratterizzata dall’asse fra conservatori, popolari ed identitari, che ha retto alla tempesta della policrisi perché interpreta quel cambiamento che sta reindirizzando e riorientando l’Europa.
Lo stesso schema, infatti, è sempre più determinante a Bruxelles dove – lo sanno benissimo anche i maggiorenti del Ppe che stigmatizzano l’avanzata di Afd – è proprio la “maggioranza Giorgia”, l’intesa parlamentare fra il centrodestra e le destre europee, a rappresentare non soltanto la novità politica ma la formula più aderente alla volontà profonda delle Nazioni e dei loro popoli. Che non ne vogliono più sapere di farsi dettare la vita dagli ingegneri sociali della sinistra. A maggior ragione coi loro voti.
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il popolo se desto
avanti così.
Certo essere contenti della vittoria dei nazisti è proprio da deficenti
applaudo al nuovo corso alla nuova svolta ,esistiamo e non ci stiamo a farci costruire l’agenda da altri ,siamo in grado di decidere e fare valere le nostre proposte e attuarle. Basta sinistra litigiosa confusionaria e buonista . Giorgia ha dimostrato il contrario ed è bene perfezionare e continuare.
Discorso semplice, pulito e lineare. per impedire a AFD di governare on Sassonia, i partiti sfascisti battiti nelle urne dovranno fare una grande ammucchiata e dovranno sdoganare anche il partito Linke che rigurgita di nostalgici ex fucilatori della DDR
Spero sinceramente e mi auguro che il “modello Meloni – Italia” possa trovare terreno fertile anche in Europa. Qualcosa si sta’ già muovendo.
vedrete che un vero boom di superdestra, avverrà alle prossime elezioni, anche in Italia. Gli elettori che hanno portato la coalizione di centro destra al governo, si aspettavano un governo di destra, ma poi si è ritrovata un governo di centro. Un governo che teme di essere spacciato per fascista e quindi si comporta a volte come democristiano. State trattando Vannacci come trattavano voi al tempo del MSI, ma purtroppo ve ne siete dimenticati. Siete pronti a far vincere le sinistre pur di non volerlo nella coalizione. Il classico marito che si taglia gli attributi per far dispiacere alla moglie. Pensate che gli Italiani, se accadesse, ve ne siano grati?
quello che mi lascia un po’ così, tra il contento e il perplesso è la loro tesi che occorre avvicinarsi ai russi per il loro gas. E io dico, fatelo, dopo aver terminato il vostro (e spero nostro) riarmo atomico. Dopo si può anche tornare alle loro forniture
Povera Giorgia, con un vice che canta vittoria e l’altro che parla di “pessime notizie”.
E’ ora che lanci segnali nella giusta direzione.
Piano, piano, senza fretta.
La vittoria AFD un bel pizzino per il governo Meloni che io ho votato. In campo fiscale e sociale ha creato la Casta ISEE,la Casta FLAT TAX, i Bonus figli a chi non fa nulla, i Bonus ovunque, il green Deal a gogò…. sfruttando il ceto medio che regge tutto con Irpef. Un governo che si dice di destra e poi fa decreto flussi di 500mila ulteriori(sicuramente Bengalesi) sfruttatori di sanità e welfare (con famiglie al seguito) è un governo che ha tradito. Il prossimo annoarriva la batosta, garantito. E lo dico da ex elettore di Meloni.
quattro anni di governo delle destre hanno impoverito ma, soprattutto incattivito il Paese. Basta girare per le città, dove il rispetto per gli altri è totalmente venuto meno, senza contare stipendi e pensioni al palo, spesa quotidiana sempre più cara, diseguaglianze macroscopiche tra ceti sociali, sanità allo sbando e lavoro, solo precario e mal pagato. Non mi sembrano dei gran risultati.
FELICI !!!
Se nel mondo accade questo vuol dire che i partiti tradizionali hanno reso per i fondelli gli elettori e li hanno traditi. Per la sinistra e parte della destra moralista questo è un buon avvertimento. Una volta i partiti tradizionali sembrano degli intoccabili ora sono come la neve al sole, per fortuna.