Verso l'infinito e oltre
L’Italia dello Spazio vale 8 miliardi: l’Ocse incorona il Made in Italy che punta alla Luna. Urso: “Agire da potenza”
Il nuovo rapporto dell'Organizzazione evidenzia il peso del settore: 23mila addetti, oltre 350 aziende e un primato negli investimenti. Il ministro sollecita la Commissione Ue a sostenere l'autonomia industriale e le partnership internazionali, dal Giappone alla Nasa
Otto miliardi di euro di produzione e circa 23mila addetti: l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), mette in cifra il peso dell’Italia nella corsa allo spazio. Il nuovo rapporto The Space Economy at a Glance 2026, pubblicato il 9 settembre, riconosce il ruolo del nostro Paese tra i protagonisti del settore. I dati economici si riferiscono al 2021 e indicano un valore aggiunto di circa due miliardi di euro, pari allo 0,14% del Pil. Per l’Italia, l’autonomia tecnologica rivendicata in Europa ha già nomi, stabilimenti e posti di lavoro.
Un’Italia stellare
L’ecosistema descritto comprende oltre 350 aziende, dai grandi integratori alle piccole e medie imprese, con una presenza crescente di startup. Il 67,3% del valore aggiunto spaziale proviene dalle attività a monte, cioè dalla produzione di beni e servizi destinati allo spazio. Le grandi imprese ne generano il 78,2%: una concentrazione che spiega quanto contino dimensioni, capitali e capacità di sostenere programmi complessi.
Il satellite San Marco 1, lanciato nel 1964, segnò l’inizio di una storia che oggi vede l’Italia tra i tre maggiori contributori dell’Agenzia spaziale europea. Lanciatori Vega e Vega-C, osservazione della Terra, telecomunicazioni, infrastrutture per l’esplorazione: la presenza nazionale attraversa diversi snodi strategici. A Frascati ha sede l’Esrin, centro Esa che sostiene le missioni di osservazione terrestre, l’utilizzo dei dati e le attività legate a Vega. Competenze che danno all’Italia voce nelle decisioni europee.