Le novità del Senato
Legge elettorale, dall’introduzione storica delle preferenze all’aumento delle firme per presentare le liste: ecco cosa cambia
Licenziata al Senato, la legge elettorale torna alla Camera dove è calendarizzata in aula il 28 settembre. Qui verrà esaminata nelle parti modificate dall’aula di Palazzo Madama. I senatori hanno introdotto alcuni cambiamenti, che rendono necessario il nuovo passaggio a Montecitorio prima dell’entrata in vigore del provvedimento.
Legge elettorale, tutte le novità introdotte al Senato
La novità principale è quella legata alle preferenze, che vengono introdotte dopo 35 anni. Tema particolarmente caro al centrodestra e a Fratelli d’Italia che ha scatenato le proteste delle opposizioni e suscitato polemiche già alla Camera, dove il governo era andato sotto. Con le correzioni del Senato addio alle liste bloccate decise dalle segreterie di partito. Saranno composte da un capolista bloccato e da un elenco di sei candidati tra i quali gli elettori potranno scegliere fino a tre preferenze. Non c’è alternanza di genere per i capilista ma tutti i candidati, compreso il capolista, rispondono a una alternanza di genere. Nel complesso ogni lista non può avere uno dei due generi presente oltre il 60%.
Dal sì alle preferenze alle nuove norme sulla raccolta delle firme
Altra novità significativa introdotta al Senato è quella sulle modalità della raccolta delle firme per presentare le liste elettorali. Bocciata la norma anti cespugli votata alla Camera, adesso per l’assegnazione del premio di maggioranza (o di stabilità) vengono conteggiati anche i voti delle liste sotto soglia, anche quelle con lo zero virgola. La stessa norma ha però elevato la soglia delle firme necessarie per presentare una lista, almeno 6mila firme in ogni collegio, circa 450mila totali. Previste, però, esenzioni per i partiti che hanno un gruppo parlamentare in almeno un ramo del Parlamento dal 31 dicembre 2025 (Azione, Avs e Noi Moderati). Per chi ha invece un gruppo o una componente in almeno una delle Camere al momento della convocazione dei comizi (Più Europa e Fn), resta l’obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio. Piccola novità anche per il voto ai fuori sede, estesa dal Senato anche ai caregiver familiari e ai genitori o familiari conviventi di un minore che sia in cura lontano dalla sua residenza.
Proporzionale puro con un premio di maggioranza per chi raggiunge il 42%
Il nuovo sistema di voto è proporzionale puro, ma prevede un premio di maggioranza per la coalizione che raggiunge il 42 per cento dei consensi in entrambe le Camere, che si traduce in 70 deputati e 35 senatori, con un tetto massimo però di 220 deputati e 113 senatori. Al momento della presentazione di simbolo e programma i partiti devono indicare il candidato presidente del Consiglio che proporranno per la nomina al Presidente della Repubblica.