Alla Camera il 28 settembre
Riforma elettorale, sì del Senato. La Russa: “È un grande passo avanti”. Ennesimo show delle opposizioni: legge truffa
Via libera del Senato alla riforma della legge elettorale con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. Il testo, modificato in più parti, ora torna alla Camera dove è calendarizzato per il 28 settembre. Come da copione poco prima del voto finale è andata in scena la protesta delle opposizioni che, Pd in testa, gridano alla legge truffa. Come a Montecitorio le sinistre per giorni hanno innalzato lo scontro con teatrini più o meno eclatanti. Prima le alzate di scudi contro l’introduzione delle preferenze poi il no alle nuove norme sul numero di firme per la presentazione delle liste. Con tanto di presidio sotto Palazzo Madama e show di Giuseppe Conte.
Legge elettorale, sì del Senato. Torna alla Camera il 28 settembre
“Non vi salverete con una legge elettorale truffa“, ha tuonato in Aula Francesco Boccia. “Per anni Giorgia Meloni ha costruito la propria narrazione politica sull’idea dell’underdog. C’è qualcosa di affascinante nell’idea di chi parte da una posizione di svantaggio, combatte e vince. Ma la prova più difficile per un underdog non è vincere. È cosa fa delle regole dopo aver vinto. Chi è sicuro della propria forza non teme regole neutrali”. Così il capogruppo dem che ripete la stanca litania del campo largo sulla legge costruita su misura dal centrodestra per vincere. Dai banchi delle opposizioni il voto è stato accompagnato con cartelli con la scritta “no alla legge truffa”. Particolarmente scatenato Matteo Renzi. “Votiamo no perché pensiamo che la destra ha costretto il Parlamento per giorni, settimane e mesi a discutere di legge elettorale non perché c’è una esigenza di stabilità ma perché avete paura di perdere”. Contrario anche Carlo Calenda non per “ragioni tecniche”, dice, ma perché sembra avere nostalgia della prima Repubblica (“sarebbe tempo di chiudere mandando in soffitta il bipolarimo degenerato in bipopulismo e la seconda Repubblica”). Si appella al referendum invece Peppe De Cristofaro, capogruppo di Avs.
La Russa: è un grande passo avanti. C’è la possibilità di competere per tutti
Di ben altro parere il presidente del Senato Ignazio La Russa che ha dovuto gestire i bollori dell’Aula. “È un grande passo avanti…” è stato il primo commento al via libera del provvedimento. “Senza parteggiare né per gli uni né per gli altri, io questa legge elettorale la vedo come la possibilità di competere per tutti. Questo penso che sia il miglior commento da parte mia”. La seconda carica dello Stato si dice ottimista sul passaggio alla Camera. ”Perché bisognerebbe votare contro questa legge?”, taglia corto. Ma se non passa a Montecitorio, ci sarebbe il voto anticipato? ”Questo non bisogna chiederlo a me”, replica La Russa ai giornalisti in cerca di retroscena.
Casellati: non vedo nessuno scoglio alla Camera
Subito dopo il voto la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati non ha fatto annunci sull’ipotesi che alla Camera venga posta la fiducia, come già successo. “Non lo so, facciamo un passo alla volta. Le legge è stata approvata qui”. Un’eventualità caldeggiata da Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, che nei giorni scorsi aveva anticipato che a Montecitorio al terzo passaggio sarà messa la fiducia. “C’è già stato un precedente”. Casellati non vede nessuno scoglio nel passaggio alla Camera. “Mi pare non ci siamo dubbi di qualche sovvertimento”. Parole chiare anche sull’alternanza di genere. “Sono sempre i partiti, con qualsiasi legge elettorale, a posizionare i candidati. Se li posizionano in un certo modo è perché sanno benissimo, dalle proiezioni, quali sono i collegi vincenti nel proporzionale, dove si possono prendere più voti e quindi avere un eletto”. “Mi pare che con questa legge elettorale la democrazia ci sia tutta – ha commentato Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei – il resto fa parte della critica politica, ma come tutte le critiche non è detto che siano delle tesi che abbiano anche una fondatezza”.