La "trappola" dem non funziona
Legge elettorale, bocciato l’emendamento del Pd. Meloni: “Tornano le preferenze dopo 35 anni. Il centrodestra ha scelto di reintrodurle”
Giornata parlamentare storica. “Dopo 35 anni tornano le preferenze nella legge elettorale. E questa norma è stata resa possibile grazie a Fratelli d’Italia”. Il capogruppo dei senatori Lucio Malan sottolinea il coronamento di una battaglia da sempre sostenuta. “Si tratta di una riforma che abbiamo voluto per dare voce alla rappresentanza popolare e con l’obiettivo di dare stabilità alla maggioranza alla coalizione e ai parlamentari che gli elettori sceglieranno per governare l’Italia. La sinistra, tanto per cambiare, cerca ora di nascondere questo risultato che porta la firma di Fratelli d’Italia e del centrodestra”. Le parole del capo dei senatori di FdI giunge dopo una seduta accesa a Palazzo Madama, conclusasi con la bocciatura con 68 voti favorevoli e 99 voti contrari, del sub-emendamento a prima firma Dario Parrini del Pd che mirava a eliminare i capolista bloccati e inserire le preferenze. Una “provocazione” per tentare di sfaldare il centrodestra. Una trappola fallita.
Meloni: “Le preferenze mandavano da 35 anni”
A coronamento di un obiettivo determinante e qualificante il commento della premier chiarisce la portata della norma: “Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni. Oggi tornano perché il centrodestra ha scelto di reintrodurle, su proposta di @FratellidItalia. Alla sinistra, che oggi sostiene che non basta, devo ricordare che non è credibile, su questo tema, chi non le ha mai volute in questi 35 anni. E ha votato per bocciarle anche un mese fa. Quindi la differenza non è tra chi vuole più preferenze e chi ne vuole meno. È tra chi le ha rimesse nella legge e chi no”.
Il “giochetto” parlamentare esperito dal Pd fallisce miseramente. Dopo il voto Malan lo ha ben spiegato. “E’ abbastanza chiaro il tentativo di spaccare il centrodestra. Ma noi tra un emendamento del Pd, che strumentalmente propone le preferenze, e mantenere gli accordi all’interno della maggioranza, non abbiamo dubbi. Manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento”. Così il capogruppo Fdi al Senato aveva spiegato quanto accaduto al Senato. Lo ha ridadito fuori dall’aula, ospite di “Dritto e Rovescio” su Rete 4, Ignazio La Russa. “Mi stupisco del Pd. Agita le preferenze solo oggi…”.
Bocciato l’emendamento Pd sulle preferenze
I senatori del centrodestra hanno votato in modo compatto a favore dell’emendamento 1.6 a firma Lisei (FdI) sulle preferenze con capilista bloccati, già approvato in commissione Affari costituzionali. E hanno votato ‘no’ alla proposta di modifica 1.6/1, presentata dalle opposizioni. Fratelli d’Italia ha sempre votato a favore delle preferenze, ha ricordato Malan. “Il Pd ha votato per leggi che non comprendevano le preferenze. Dunque comprendiamo la strumentalità di questo emendamento”, che ha incalzato le opposizioni ricordando loro che se avessero voluto approvare le preferenze, “ci sono state più occasioni alla Camera: in particolare, quando furono battute di un solo voto. E all’esito dei quel voto ricordiamo i festeggiamenti da parte dell’opposizione”.
Tra votare tra le preferenze Pd e mantere gli accordi di maggioranza non abbiamo dubbi
“Quando governiamo prevale la capacità di sintesi, siamo una coalizione e questa è la saggezza politica. Voi state ancora litigando sulle primarie, le secondarie, il voto online, noi diamo prova di coesione”. Rivolto all’opposizione, è il senatore di FI, Maurizio Gasparri a evidenziarne tutti i dilemmi interni.
Preferenze, battaglia storica di FdI. La “trappola” del Pd” non funziona
Le preferenze costituiscono una battagglia storica di FdI, mentre le leggi elettorali nate sotto l’egida del centrosinistra – Italicum e Stabilicum- non le hanno previste. Unendo i puntini si comprende tutta la contraddittorietà di cui ha dato prova il Pd. Non ultima la circostanza che solo pochi mesi fa – metà luglio- i dem hanno votato contro la scelta dei nomi da mettere sulla scheda. Una strana “conversione”, fatta passare per incoerenza di FdI. La realtà è tutt’altra.
Benigni: “Il centrodestra dimostra di essere ancora una volta unito”
“Il centrodestra ha dimostrato ancora una volta di essere unito”, ribadisce Stefano Benigni, vicesegretario nazionale di Forza Italia e sherpa sulla legge elettorale. “Anche in queste ore c’è chi ha provato a raccontare divisioni e sperare in fratture nella maggioranza. Puntualmente smentite dai fatti. La nostra è un’alleanza solida, fondata su valori e obiettivi comuni, che continua a lavorare per dare risposte agli italiani. La nuova legge elettorale va nella direzione giusta, perché rafforza la stabilità e la rappresentanza secondo un principio semplice e chiaro: chi vince governa, chi perde va all’opposizione. Basta con inciuci e accordi di palazzo ai quali la sinistra ci aveva abituati”.