E parlano di emancipazione
Le femministe francesi riabilitano il velo islamico pur di protestare contro la Le Pen: il surreale cortocircuito
Se a Parigi chi dice di stare in prima linea per i diritti femminili indossa l'hijab, a Teheran la situazione è ben diversa. La realtà è che, per le attiviste di sinistra, ogni scusa è buona per provare a sabotare la destra
Esteri - di Gabriele Caramelli - 4 Settembre 2026 alle 17:55
Le femministe francesi indossano il velo pur di opporsi alle idee di Marine Le Pen, cercando di trasformare il velo islamico in un simbolo di emancipazione. Nei giorni scorsi, la leader del Rassemblement national aveva promesso, dopo la possibile vittoria alle elezioni, «un referendum popolare contro le ideologie islamiste, con molte misure incisive, compresa la penalizzazione del velo islamista nello spazio pubblico». A quanto pare la proposta non è andata giù alle attiviste progressiste: sui social alcune di loro hanno annunciato che, qualora dovesse essere approvata la misura contro il fondamentalismo, si copriranno la testa per esprimere solidarietà.
Femministe col velo islamico contro Le Pen: il cortocircuito islamico nell’area progressista
Specialmente su Tik tok, è pieno di video in cui le femministe si coprono la testa come gesto simbolico. «Nel 2027 decideremo di indossare il velo anche se non siamo musulmane, solo per confondere le acque», ha detto una ragazza. C’è anche chi utilizza un tono più perentorio: «Vogliono vietarcelo? Saremo ancora più numerose a portarlo». Ma non finisce qui, perché qualcuna si dichiara cristiana e pronta a «portare il velo per sostenere le nostre sorelle». Anche qualche uomo ha deciso di unirsi alla tendenza sui social, spiegando come indossare “correttamente” il velo. Insomma, in Iran ci sono donne che girano con il capo scoperto contro un regime oppressivo verso la femminilità, rischiando il carcere o il ricovero psichiatrico, mentre paradossalmente in Francia qualcuno riesce persino a farlo diventare un simbolo di resistenza. Insomma, siamo davanti a un controsenso piuttosto palese dal punto di vista sociale, culturale e politico.
L’estrema sinistra strizza l’occhio alle femministe “islamiche”
Jean Luc Melencon, leader de La France insoumise, ha definito «ignobile» la proposta del Rassemblement national, accusando gli avversari di sessismo e islamofoba. Non c’è da stupirsi, anche in considerazione dei legami che alcuni dei suoi rampolli hanno con gli ambienti musulmani. Ma viene da chiedersi da che pulpito viene la predica del capo dell’estrema sinistra che, in un comizio di due anni fa a Nantes, aveva chiesto lo scalpo delle ragazze del Collettivo Nemesis intente a protestare contro di lui. E pensare che qualcuno, tra le schiere di Lfi, è riuscito persino a dirsi “femminista”. Ci vuole una bella faccia di bronzo.