Il volume di Lorenzo Peluso
La “vendetta” politica contro il grande scienziato De Lorenzo: un libro svela la giustizia sommaria post-fascismo
Ci sono storie lontane, dimenticate, scomode, archiviate dalla storia ma che restano sospese nel ricordo di qualcuno che prima o poi decide di raccontarle per dimostrarne la straordinaria attualità. Quel qualcuno, nel caso del libro “Il caso De Lorenzo. Emblematico episodio di giustizia sommaria“, è un giornalista cilentano, Lorenzo Peluso, specializzato in storie “laterali”, poco illuminate dai media tradizionali, molto personali ma di enorme impatto emotivo su chi ne viene a conoscenza. Possibile che un grande scienziato italiano, di fama internazionale, Giuseppe De Lorenzo, geologo, naturalista, vulcanologo, orientalista, docente universitario, sia stato oscurato e delegittimato dalla storia a causa di un’avventura politica, da senatore del Regno d’Italia, battezzata poi come adesione all’ideologia fascista?
Peluso se lo chiede, nel volume che approfondisce la figura di Giuseppe De Lorenzo (1871-1957), nato a Lagonegro nel 1871, che nel 1913 fu nominato senatore del Regno per i suoi meriti scientifici. De Lorenzo rimase sempre estraneo all’attività politica, dedicandosi quasi esclusivamente alla ricerca e all’insegnamento ma dopo la guerra fu dichiarato decaduto.
L’iscrizione al Partito Nazionale Fascista, avvenuta nel 1932, racconta Peluso, fu più una scelta dettata dal contesto e dalla necessità di conservare il proprio incarico universitario che da una reale adesione ideologica. Ma al di là della fede politica interiore, fu il trattamento “vendicativo” riservati dai “vincitori” ai nemici, o quelli che loro consideravano tali. Peluso ripercorre il carteggio dello scienziato con il Segretario generale del Senato, con Benedetto Croce e con le autorità dell’epoca, evidenziando come De Lorenzo abbia sempre sostenuto di non aver avuto incarichi politici, di aver votato soltanto i Patti Lateranensi e di non aver mai svolto attività di propaganda fascista. Ma l’epurazione politica scattò e il titolo di senatore gli fu revocato. “Con la caduta del Fascismo, per perseguire i crimini del regime e i suoi principali esponenti, il governo del Regno, il 27 luglio 1944, attraverso il Decreto legislativo luogotenenziale, il n. 159 (sotto la luogotenenza di Umberto di Savoia), istituisce l’organo finalizzato a perseguire i gerarchi fascisti e le responsabilità del regime. Lo scopo è giudicare i membri del governo fascista, gerarchi, senatori e quanti avessero contribuito al mantenimento del regime e alla guerra. Operava in stretto legame con l’Alto Commissariato, che svolgeva le indagini e l’istruttoria. Poi l’Alta Corte infliggeva pene, sanzioni patrimoniali (confisca dei beni) e ordinanze di decadenza dalle cariche”, scrive l’autore, che definisce il caso un esempio di “giustizia sommaria”, sostenendo che De Lorenzo fu travolto dal clima delle epurazioni del dopoguerra e che la sua posizione venne valutata senza distinguere tra responsabilità politiche effettive e semplice appartenenza formale alle istituzioni del Regno.
Per questo Lorenzo Peluso propone una revisione storica della vicenda e auspica una riabilitazione ufficiale della figura del senatore e dello scienziato, anche attraverso un’iniziativa del Senato della Repubblica. Tra i suoi studi di interesse internazionali, anche quelli sui fenomeni sismici dei Campi Flegrei, su cui ancora oggi si interroga la comunità scientifica. “L’impatto innovativo delle sue ricerche flegree richiama l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Sir Archibald Geikie, geologo scozzese di fama mondiale, condotto da De Lorenzo in escursioni sui Campi Flegrei nel 1902-1903, lo invita a presentare una memoria alla Geological Society di Londra, che gli varrà la nomina a socio straniero, uno dei riconoscimenti più significativi che un geologo italiano dell’epoca potesse ricevere”, ricorda l’autore.
Lorenzo Peluso chiede la riabilitazione dello scienziato, orgoglio della comunità di Lagonegro. “Quello che colpì De Lorenzo non fu una sanzione penale ordinaria, ma un procedimento amministrativo-politico finalizzato alla epurazione. Questo ci consente, senza ombra di dubbio, di attivare la necessaria e tardiva Procedura di Riabilitazione che la legge consente di richiedere, tanto agli eredi del senatore decaduto, ma anche ad enti interessati alla ricostruzione storica dei fatti. Tra questi, certamente il Comune di Lagonegro; la Regione Basilicata. Insomma i cittadini lucani. Ci siamo convinti che la vicenda De Lorenzo sia un caso emblematico di giustizia sommaria e che necessiti di una riabilitazione che riconosca l’ingiustizia”.
Il volume è arricchito da una prefazione del sindaco di Lagonegro, Salvatore Falabella, da un’appendice scientifica del docente Luigi Beneduci dedicata all’opera di De Lorenzo come geologo e orientalista, e dalle illustrazioni di Marco Pagliarulo.