Il chiarimento
Legge elettorale, La Russa: “Il tranello del Pd è caduto nel vuoto, avremo più della metà degli eletti con le preferenze”
La seconda carica dello Stato ha parlato anche della parità di genere e del risultato favorevole per le donne, che non saranno in inferiorità numerica nella prossima legislatura. La differenza è che avranno guadagnato l'incarico con il voto popolare
Fratelli d’Italia «avrà almeno il 60-65% degli eletti con le preferenze». A dirlo è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, intervistato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana al Tempo delle donne a Milano, rigettando l’accusa di un «inciucio» con il Pd sulla riforma elettorale e spiegando che i dem «hanno proposto un emendamento non perché passasse, ma per mettere in difficoltà il centrodestra. Io ho semplicemente, da presidente del Senato, fatto rispettare il regolamento. Qual era il ragionamento? Se Meloni cade nel tranello, gli alleati si ribellano e si va a votare subito e niente preferenze. Se invece tiene fede al patto di coalizione allora possiamo gridare che ha cambiato idea. È stato un tentativo di tranello finito nel nulla».
La Russa sulle preferenze: «Il tranello del Pd è caduto nel vuoto»
La Russa ha poi difeso la legge elettorale anche sul versante della parità di genere: «L’alternanza c’è nel premio di governabilità, chi vince deve avere 60 e 40, in più questi 60 e 40 sono obbligatoriamente capilista: certo, funziona solo per la coalizione che vince, ma attenzione, attualmente qual è il numero delle donne in parlamento? Non è molto superiore del 40%: vuol dire che con la loro legge (della sinistra ndr), che solo FdI non ha votato, il numero di donne alla fine, nonostante l’alternanza dei capilista, è intorno al 33%».
Il presidente del Senato si è anche detto disposto ad accettare scommesse sul risultato favorevole alle donne: «Non sarà inferiore, anzi penso che il numero delle donne in Parlamento sarà superiore, ma con la differenza che molte di queste donne se lo saranno guadagnate col voto popolare. Così sarebbe ormai acclarato che la quota rosa, pur utile, non è più così indispensabile». Un altro aspetto importante sottolineato dal presidente del Senato è che «prima o poi non ci sarà bisogno delle quote rose in politica, come succede tra i magistrati, i professori, nella società in tutti i livelli più importanti».