Giro di vite del governo
Furti di Fentanyl e non solo, Mantovano: controlli stringenti, tolleranza zero e basta frottole sulla cannabis “droga leggera”, è un inganno
Stretta dell'esecutivo su furti, spaccio e derive dogmatiche: «Finito il tempo delle zone franche». Lo Stato c'è, difende la salute pubblica e non lascia più spazi di manovra o di terreno sociale alla criminalità
Droga e furti di Fentanyl, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, annuncia la stretta e rilancia l’allerta sulla cannabis potenziata. Sul contrasto alle tossicodipendenze e alla criminalità che prospera sul mercato della droga, la linea del governo Meloni rimane inflessibile e assesta un altro giro di vite: tolleranza zero e rifiuto sistematico di qualunque deriva ideologica o permissiva.
A tracciare il punto sulla strategia dell’esecutivo è ancora una volta Alfredo Mantovano, che in un’intervista al quotidiano Il Messaggero annuncia un’ulteriore ed energica mandata nella serratura della custodia degli oppioidi sintetici negli ospedali. E, al tempo stesso, torna ad azzerare le annose dissertazioni delle sinistre sulle droghe cosiddette “leggere”.
Droga e furti di Fentanyl, Mantovano: la circolare del Ministero della Salute
Nell’intervista allora Mantovano parte dai dati e rilancia la strategia del governo, partendo dai fatti: all’inizio del 2025 all’agosto scorso in Italia ci sono stati 39 furti di Fentanyl in strutture sanitarie. «Per questo – spiega il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale una circolare del Ministero della Salute che supera la frammentazione della gestione del fenomeno e muta la prospettiva: fissa una serie di regole per la sicurezza, la custodia e la tracciabilità».
Un intervento che va «a contrastare quello che potremmo definire un colabrodo»
Di più. «Dal marzo del 2024 è operativo il Piano Nazionale sul Fentanyl e sugli oppioidi sintetici. Da allora abbiamo censito decine di furti di Fentanyl. Quello dell’Ospedale Israelitico di Roma è certamente il più significativo dal punto di vista quantitativo, però sono stati frequentissimi gli episodi. Per questo il ministero della Salute, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio, attraverso il Dipartimento Antidroga, con i ministeri dell’Interno e della Giustizia, ha pubblicato la circolare che va a contrastare quello che potremmo definire un colabrodo», spiega Mantovano nell’intervista al quotidiano capitolino.
Quindi precisa anche: «Si stabilisce che ogni struttura sanitaria indichi il responsabile della custodia: deve essere una persona fisica – aggiunge –. Vengono definiti tutti i dettagli: le responsabilità organizzative. La tipologia delle chiavi. I luoghi di custodia. E le verifiche della giacenza. Ma anche i tempi entro i quali comunicare l’eventuale sottrazione della sostanza. Viene utilizzata l’informatica al posto dei registri cartacei.
La circolare nel dettaglio
La circolare richiama la normativa vigente e in particolare una disposizione del Codice Penale, l’articolo 40 comma 2, che stabilisce che non impedire un atto illecito che si ha l’obbligo di impedire equivale a cagionarlo. In sintesi: anche l’omessa custodia diventa un concorso nella detenzione illecita e nello spaccio di stupefacenti».
«Le fiale sottratte sono destinate per lo più a circuiti sanitari illegali. Penso a determinati interventi chirurgici eseguiti in regime di evasione fiscale, ma anche ad altri che sono vietati e che sono penalmente illeciti», ha aggiunto quindi Mantovano. Sottolineando che «le zone franche non devono esistere. Fin dall’inizio del lavoro svolto da questo governo, il messaggio è chiaro: la legge va rispettata. Contrastiamo sia lo spaccio di sostanze stupefacenti sia l’occupazione di proprietà private».
Droga e furti di Fentanyl, Mantovano: «Finito il tempo delle zone franche»
E ancora. «Lo sforzo che abbiamo fatto non punta soltanto al contrasto della presenza criminale, ma anche all’offerta di alternative. Penso al lavoro che è in corso a Caivano da tre anni, e nelle altre zone in cui applichiamo quel modello, soprattutto al Sud Italia. Significa offrire centri sportivi, teatri, luoghi di ricreazione per gli adolescenti e per le loro famiglie, proprio perché non ci sia soltanto il volto necessario del poliziotto che stronca l’occupazione abusiva e il traffico di sostanze stupefacenti».
Parole chiare e pragmatismo strategico io punti che Mantovano enuclea. E dalla piaga del Fentanyl, ai blitz contro il degrado nelle zone franche. Fino alla prevenzione per i più giovani, il messaggio di Palazzo Chigi è netto: lo Stato c’è, difende la salute pubblica e non lascia più spazi di manovra o di territorio sociale alla criminalità.
Droga, furti di Fentanyl e non solo: è allarme Cannabis. Mantovano: «Thc al 30%, basta definirla droga leggera»
Non solo. In questo quadro di rigore e prevenzione, il sottosegretario Mantovano assesta poi il colpo definitivo al vecchio dogma innocentista sulla cannabis e i suoi derivati. Sottolineando che continuare a definirla una droga “leggera” è un grave inganno pedagogico e scientifico. E rilevando che: «Mentre quarant’anni fa la media del Thc, il principio attivo della cannabis, aveva una percentuale dell’1,5-2%, oggi, sulla base dei sequestri delle forze di polizia, è al 30%. Continuare a qualificare questa sostanza come leggera significa sostenere la tesi che io posso accompagnare la pizza invece che con un terzo di birra commerciale al 5% di alcol, con una bottiglia di vodka».
Chiosando poi: «Ovviamente non invito nessuno a fare un esperimento del genere. Mi preoccupa la sottovalutazione diffusa del fenomeno: è pandemico e colpisce soprattutto gli adolescenti», ha concluso Mantovano. Un messaggio chiaro che smonta anni di retorica permissiva e riafferma la linea del governo: la difesa dei giovani e della legalità passa prima di tutto dalla verità.