Ombre sotto la Mole
Torino, sfregio pro-Pal al 7 ottobre: nel calendario di appuntamenti per “celebrare” il massacro è bufera per un incontro all’Università
Scoppia il caso, la rettrice prende le distanze: «Per questa iniziativa non è mai pervenuta alcuna richiesta. Né è stata rilasciata alcuna autorizzazione. L’Ateneo ha quindi informato, come da prassi, le autorità competenti». E chiosa: «La scelta di questa data conferisce all’iniziativa un carattere provocatorio»
Nel calendario di ricorrenze e provocazioni salta all’occhio una data: quella del 7 ottobre. Una giornata cerchiata in rosso che a Torino rischia di concretizzare l’ennesimo sfregio antisemita e filo-Hamas. Nel cartellone degli aggiornamenti su presidi, cortei, assemblee pubbliche, iniziative di solidarietà e mobilitazioni locali e nazionali spunta infatti dalla pagina social Torino per Gaza una locandina che rilancia un fitto programma di “appuntamenti” che promette di trasformare l’anniversario della strage del 7 ottobre in una vetrina ideologica: solo l’ultima provocazione pro-Pal che accende uno scontro politico e istituzionale destinato a far discutere.
Torino, sfregio pro-Pal al Campus Einaudi il 7 ottobre: esplode la polemica
Una mobilitazione che è tutto un programma – letteralmente – che promette di fomentare tensione civica e soffiare sul fuoco della contrapposizione ammantata del pannicello caldo del dibattito che si vuole animare tra proiezioni, incontri e mobilitazioni di piazza. Così, tra le iniziative promosse per le prossime settimane, venerdì 2 ottobre sarà di scena la proiezione della pellicola Hind Rajab a Piazza Foroni, mentre per sabato 10 nel calendario intitolato “La fine del genocidio è la fine del sionismo” è in programma un corteo in Piazza Castello. Ma come anticipato in apertura, tra richiami e proposte è un dibattito organizzato per il prossimo 7 ottobre al Campus Einaudi dell’Università di Torino, intitolato “Tre anni di genocidio, tre anni di resistenza” che salta agli occhi.
Una provocazione ammantata di impegno civico firmata dalla solite sigle
L’appuntamento coincide esattamente con il terzo anniversario del massacro sferrato da Hamas contro Israele, che causò oltre 1.200 vittime tra civili e militari e il rapimento di 250 ostaggi. Un evento lanciato in condivisione con diverse sigle, tra cui Giovani Palestinesi Italia, Associazione dei Palestinesi in Italia e l’immancabile Global Sumud Flotilla Italia, che suscita reazioni indignate trasversali. A partire da quella firmata da Gianni Vernetti, ex sottosegretario agli Esteri e politico di lungo corso, che ha duramente stigmatizzato l’iniziativa su X e chiamato in causa l’intervento della questura di Torino, del sindaco Stefano Lo Russo e della rettrice Cristina Prandi, per impedire quella che Vernetti definisce «un’inaccettabile apologia di terrorismo nella ricorrenza del peggior massacro di ebrei dai tempi della Shoah».
Sfregio pro-Pal nella ricorrenza del 7 ottobre: la posizione dell’Ateneo
Chiamata a intervenire dalla bufera scatenata la rettrice dell’Ateneo torinese Cristina Prandi chiarisce posizione e distanze ravvicinate dell’Università, precisando che l’incontro «annunciato per il 7 ottobre al Campus Luigi Einaudi è promosso da associazioni e coordinamenti di cittadine e cittadini a sostegno della Palestina. Non coinvolge in alcun modo l’Ateneo. E non può essere presentato come un’iniziativa della sua comunità». E al tempo stesso prosegue anche aggiungendo che l’Università «è un luogo aperto al dibattito, nel rispetto di regole che valgono per tutte e tutti, a partire dall’utilizzo dei propri spazi».
Puntualizzando contestualmente che «per questa iniziativa non è mai pervenuta alcuna richiesta. Né è stata rilasciata alcuna autorizzazione. L’Ateneo ha quindi informato, come da prassi in questi casi, le autorità competenti». Ma è soprattutto la conclusione dell’intervento accademico che la dice lunga: «Il 7 ottobre è un giorno segnato dal dolore e la scelta di questa data conferisce all’iniziativa un carattere provocatorio».