Assenti ingiustificati
Sì Tav in piazza, il sindaco di Torino e il Pd latitanti. Montaruli: “Lo Russo è ostaggio degli estremisti”
Affondo della vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera contro il sindaco di Torino, assente alla manifestazione Sì Tav di oggi a Palazzo di Città
È durissimo l’attacco di Augusta Montaruli al sindaco Stefano Lo Russo, mancato alla manifestazione Sì Tav, in favore della linea ferroviaria Torino-Lione, organizzata questa domenica in piazza Palazzo di Città. Per la vicecapogruppo di FdI alla Camera, il primo cittadino è “ostaggio delle frange più estremiste”, al punto da “dileguarsi” nel giorno del presidio.
“Un sì che in condizioni normali sarebbe ridondante e un no che dovrebbe essere ovvio”, così Montaruli descrive lo spirito della manifestazione, definendo però “non scontato” prendere posizione in una città come Torino, dove il Pd “torna a mettere in discussione l’opera”.
Montaruli inchioda Lo Russo: “Torino non si riconosce nei professionisti della violenza”
L’affondo più pesante riguarda il fronte del no: secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, dopo il “tentativo di normalizzazione dei professionisti della violenza”, sarebbe “significativo” che si stia organizzando una contro-manifestazione con la partecipazione di chi ha rivendicato gli scontri avvenuti poche settimane fa durante l’assalto al cantiere.
“Per questo oggi essere a Torino sarebbe stato doveroso e prioritario per un primo cittadino”, ha concluso Montaruli, ringraziando chi, “a prescindere dallo schieramento politico”, ha scelto di scendere in piazza “per salvaguardare principi base” e per una Torino che “non si riconosce nelle bombe carta e nel bullismo anche istituzionale contro lo Stato”.
Giachino dei Sì Tav: “Sabotaggi non comprensibili, Torino-Lione è d’interesse nazionale”
Sull’assenza di Lo Russo si è mossa anche la Lega, che chiederà al sindaco di riferire in Consiglio comunale sulle ragioni della sua mancata presenza — insieme a quella dell’intera Giunta — al presidio. Alla manifestazione, promossa da Mino Giachino, hanno partecipato circa 200 persone: un numero lontano dalle decine di migliaia scese in piazza nel 2018 e 2019, ma che arriva in un clima segnato dagli assalti ai cantieri della Val di Susa dello scorso 25 luglio.
Il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, presente alla manifestazione ‘No alla violenza, sì alla Tav ha ribadito l’adesione ”in piazza per la libertà di chiunque di esprimere come la pensa ed essere rispettato. Non accadrà più che possa essere tollerata qualsiasi forma di violenza”.
“Oggi noi facciamo un servizio alla città di Torino e al Paese, perché siamo qui per risollevare il tema della violenza del 25 luglio – ha detto Giachino – Quello che è capitato il 25 luglio deve avere una risposta più forte da parte del Paese, altrimenti il rischio è che possa accadere in forme peggiori quando aprirà il cantiere nella piana di Susa, dove lavoreranno 1.000 lavoratori. Non è possibile ammettere la violenza come strumento di lotta politica. Lo dico anche alla magistratura, alcuni settori della quale hanno detto che le azioni di sabotaggio sono comprensibili. Nulla è comprensibile”.
Per Giachino “non è possibile sabotare un’opera pubblica che il Parlamento ha definito di interesse nazionale, che è nell’interesse del Paese, che la maggioranza degli italiani vuole, e quindi non può essere consentito nessun atto di violenza”.