Non c'è fine all'orrore
Femminicidio A1, l’autopsia conferma il drammatico sospetto: Lorena era ancora viva quando è stata lanciata dal viadotto
Con i primi esiti autoptici cade anche l'ultimo appiglio alla speranza della famiglia che confidava che la donna «fosse almeno priva di conoscenza» al momento della caduta... Il punto sulle indagini
È la cronaca di un orrore annunciato e temuto quella che arriva con la relazione dell’autopsia sul corpo della povera Lorena Isceri, la 45enne uccisa dall’ex compagno lo scorso 4 settembre a Barberino di Mugello. Secondo i primi esiti dell’esame esterno e della Tac eseguiti all’Ospedale Careggi di Firenze dal medico legale Beatrice Defraia, Lorena era ancora viva quando Federico Vella l’ha scaraventata giù dal viadotto dell’autostrada A1. La relazione definitiva verrà consegnata entro 90 giorni.
Femminicidio A1, Lorena era viva quando è stata lanciata dal viadotto: i risultati dell’autopsia
La ricostruzione degli inquirenti conferma che la donna è stata rapita e rinchiusa per 20-25 minuti nel bagagliaio dell’auto con cui Vella ha raggiunto il luogo del delitto. Durante il tragitto, Lorena è riuscita a effettuare una telefonata di 19 minuti. «Si sente quando Vella apre il bagagliaio. E si percepiscono anche dei lamenti», ha commentato all’Adnkronos l’avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia. Aggiungendo che i parenti speravano che «fosse almeno priva di conoscenza» al momento della caduta.
La vana speranza della famiglia che Lorenza fosse almeno privo di conoscenza al momento della caduta…
Invece: purtroppo «lo immaginavamo… – prosegue il legale –. Probabilmente Lorena non era nelle sue capacità strutturali, anche dal punto di vista psico-fisico, eccellenti, perché aveva subito delle percosse. E perché ha passato 20-25 minuti in un bagagliaio piccolo»…
Femminicidio sull’A1: il punto sulle indagini
Nel frattempo, la Procura di Firenze, sotto la direzione del pubblico ministero Antonio Natale, ha aggiornato il fascicolo d’inchiesta, ipotizzando i reati di sequestro di persona al fine di commettere un omicidio e femminicidio aggravato dalla premeditazione. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno analizzando il materiale rinvenuto nella vettura e uno scontrino relativo a un acquisto effettuato da Vella la mattina del delitto in un negozio del quartiere Novoli.
Di più. Gli investigatori stanno passando al setaccio anche le comunicazioni intercorse tra Vella e Lorena dopo la fine della relazione. Comprese quelle inviate dall’uomo ai familiari della 45enne. L’obiettivo è ricostruire il rapporto tra i due nelle settimane precedenti al delitto e verificare se nei messaggi emergano elementi utili a comprendere il comportamento dell’ex compagno e l’eventuale progressione delle condotte persecutorie. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Lorena aveva deciso di interrompere i contatti dopo una serie di atteggiamenti sempre più insistenti e preoccupanti.
Al setaccio le comunicazioni dei due ex negli ultimi tempi e i precedenti episodi di violenza subìti da Lorena
La famiglia della 45enne ha inoltre riferito agli investigatori di precedenti episodi di violenza. Il padre di Lorena ha raccontato di maltrattamenti e di una minaccia con un coltello durante una discussione. Secondo i familiari, la donna aveva cercato di sostenere l’ex compagno nonostante le difficoltà della relazione, ma negli ultimi tempi aveva maturato la decisione di allontanarsi. Anche questi elementi sono ora oggetto di verifica nell’ambito dell’inchiesta.
Dopo gli accertamenti medico legali «la salma di Lorena sarà restituita alla famiglia e poi partirà alla volta di Squinzano, dove mercoledì o giovedì si celebreranno i funerali» – le parole dell’avvocato Miccoli –. Esequie in occasione delle quali il sindaco, Mario Pede, ha preannunciato il lutto cittadino.