La convinzione è tutto
Campo largo, ecco perché Conte vuole le primarie: «Se accettassi di scegliere il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero»
L’ultima uscita politica a Pesaro di Giuseppe Conte con Matteo Ricci risaliva alla campagna elettorale per le regionali persa dal campo largo e dall’ex sindaco contro il governatore Francesco Acquaroli. In quella circostanza gli esponenti dell’opposizione erano sicuri di vincere e di tornare a governare la Marche ma furono costretti ad affrontare la realtà e l’ennesima sconfitta. Rispetto alle elezioni, però, il clima trovato alla festa Festa dell’Unità dei Giovani Democratici di Villa Fastiggi, a Pesaro dal leader del M5S è stato decisamente diverso. Più “mangerreccio” per restare sulla scia dell’interpretazione dei giornalisti che ieri lo hanno seguito in questo evento.
Tra un bis di cannelloni e una pizza Conte cerca voti alla Festa dell’Unita
Come scrive la Stampa, che era a seguito dell’ex presidente del Consiglio, tra un bis di cannelloni, qualche fetta di pizza condita e l’assaggio della specialità locale, ‘la pasticciata’, Conte ha mangiato tutto, ha risposto alle sollecitazioni dei presenti sull’Ucraina «Ho sempre condannato l’aggressione, qui non ci sono filoputiniani, è chiaro?» e si è lasciato andare anche qualche battuta goliardica sull’abbondante pasto «Questo è il vero motivo per cui partecipo volentieri alle feste dell’Unità, mica per fare campagna per le primarie». Proprio questa affermazione è la prima notizia: le feste dell’Unità sono la campagna per le primarie che ancora non ci sono. E questo spiegherebbe anche perché nessun esponente di centrodestra è stato invitato all’evento che un tempo era la sede del confronto. Del resto uscendo lui stesso ha fatto notare come «Anche tra quelli del Pd ho un certo seguito».
Le primarie e il “rischio sputo”
Ma non è la sola. Sempre in un clima tra il palco e il bar, ha spiegato al cronista della Stampa la motivazione per la quale fare primarie è fondamentale: «Per me non ci sono alternative: se accettassi di individuare il leader in un altro modo, i miei mi sputerebbero». Una valida ragione, sicuramente, anche perché come lui stesso ha ricordato «Per noi è la prima volta in una coalizione alle Politiche, dobbiamo far sentire coinvolta la nostra base. Dite che, se perdessi le primarie, molti dei nostri poi non andrebbero a votare alle elezioni, ma vi garantisco che se mi facessi da parte per far correre Schlein o un eventuale altro candidato, sarebbe peggio».
Ecco pure le primarie a doppio turno
Ha assecondato un anziano che Renzi in coalizione non lo vuole «A me lo dice?» dimenticando che proprio grazie al leder di Italia Viva è nato il governo giallorosso e sottolineando che «Per me Renzi ci fa perdere voti, prenderlo in coalizione è un errore ma tanto Elly ha deciso fin dall’inizio di tenerlo dentro e dovremo farci i conti». Poi ha trovato il tempo e i modo per rispondere sulle regole di quelle che ormai si potrebbero chiamare “le fantaprimarie”. Al centro dell’attenzione c’è stata addirittura l’ipotesi di un “doppio turno”. Sempre che qualcuno da qui a qualche giorno non proponga anche il modello “bella su 3” come nei tornei estivi di briscola e tressette.
Il programma pronto a “ottobre”
Sommessamente, qualcuno ricorda al promotore del “gratuitamente superbonus” che oltre a pensare al nome del candidato premier nel campo largo dovrebbero occuparsi anche di scrivere un programma da presentare ai cittadini. Anche perché si sa che a differenza della destra votata da “non laureati e classi economicamente svantaggiate”, a sinistra sono tutti colti, studiosi ed eruditi. Dopo Bonaccini lo ha ricordato oggi l’intellighenzia sui giornali dei salotti buoni. Così alla signora che gli ha urlato: «Dovete fare questo benedetto programma» ha risposto «Prenda nota, dobbiamo parlare di programma, entro fine ottobre possiamo scriverlo. Questo ci chiedono i nostri elettori» dice il presidente rivolto al cronista. «I nostri elettori». A ottobre dunque, senza specificare di quale anno…