Traumi su traumi
Famiglia nel bosco, la denuncia di Brambilla: “Trattati come pacchi. La loro detenzione in casa-famiglia è già costata 75mila euro”
Primo giorno di scuola per i fratellini Trevallion, all'indomani della convulsa giornata dell'incontro poi spostato con i genitori. L'avvocato Pillon: "Per i servizi sociali i giornalisti oggi non erano un problema?"
Primo giorno di scuola per i bambini della cosiddetta famiglia nel bosco. L’inizio delle lezioni è avvenuto all’indomani dello spostamento in altra sede dell’incontro con i genitori inizialmente previsto nella casa di Palmoli. “Questa mattina, nonostante la massiccia presenza di giornalisti, i bambini sono stati portati a scuola. Ci si chiede come mai la presenza della stampa è stata usata ieri dal Servizio per annullare il rientro a casa dei piccoli, mentre il loro ingresso a scuola di oggi, a parità di condizioni, non è stato annullato?”, ha detto l’avvocato Simone Pillon, legale dei coniugi Catherine e Nathan Trevallion. Su quanto avvenuto ieri è intervenuta anche la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla. Oltre a soffermarsi sulla sofferenza dei bambini, la deputata ha anche sottolineato i costi esorbitanti della loro permanenza in casa famiglia, sostenuti dal piccolo Comune di Palmoli, per quella che ha definito “una sottrazione di Stato dai risvolti preoccupanti”.
Il primo giorno di scuola dei bimbi della famiglia nel bosco
“Nell’assurda vicenda dei bambini sottratti alla famiglia Trevallion-Birmingham sembra che di tutto si preoccupino le autorità competenti salvo che dell’interesse dei minori”, ha denunciato Brambilla. “Ieri i bambini, già traumatizzati da dieci mesi di separazione, sono stati illusi di poter incontrare i genitori nel contesto familiare, caricati in macchina, portati a Palmoli con un tragitto di 40 minuti, bloccati altri 30 minuti a bordo perché si temeva l’interferenza dei giornalisti, trasferiti in un altro luogo per l’incontro con mamma e papà (durato pochi minuti) e poi riportati nella casa-famiglia di Vasto dove sono – usiamo le parole giuste – detenuti”, ha proseguito la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ricordando che si è trattato “nel complesso, tre ore e mezzo di sballottamenti che non si augurerebbero neppure a pacchi postali, con cocente delusione finale”.
Brambilla: “Il Comune di Palmoli rischia il default per pagare la casa-famiglia”
“Sempre come pacchi, e sempre per timore dei giornalisti, i tre piccoli Trevallion sono stati fatti entrare questa mattina, per il loro primo giorno di scuola ‘ordinaria’, da un ingresso secondario dell’istituto che dovranno frequentare. Mi chiedo quanto ancora dureranno le sofferenze inflitte a questi bambini e chi pagherà per ferite che solo difficilmente e lentamente potranno un giorno chiudersi”, ha proseguito Brambilla, soffermandosi anche sul fatto che “intanto il Comune di Palmoli, 858 abitanti, ha già dovuto sborsare 75mila euro per le rette della casa-famiglia di Vasto, una cifra da default per finanziare una ‘sottrazione di Stato’ dai risvolti preoccupanti”.