Lieto fine?
Famiglia nel bosco, i bimbi tornano a casa dopo dieci mesi: ieri con i genitori, oggi il primo giorno di scuola
Giochi e peluche li aspettano nella nuova abitazione della famiglia. Il Tribunale ha avviato un percorso graduale che dovrebbe portare al ricongiungimento definitivo
Dieci mesi dopo l’allontanamento, per i tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco” arriva il primo vero passo verso casa. Ieri i figli di Catherine e Nathan Trevallion tornano a Palmoli, in provincia di Chieti, per trascorrere alcune ore insieme ai genitori. Non nel casolare di pietra nel quale erano cresciuti, ma nell’abitazione concessa alla famiglia in comodato d’uso dal Comune. Oggi, invece, li aspetta un’altra prima volta: l’ingresso in una scuola di Vasto.
Il ritorno a Palmoli dopo 299 giorni
Sono trascorsi 299 giorni dal 20 novembre 2025, quando i minori furono separati dalla madre e dal padre e trasferiti nella casa famiglia di Vasto. Da allora la vicenda è passata attraverso provvedimenti giudiziari, perizie, ricorsi e polemiche che hanno trasformato una storia familiare in un caso nazionale.
L’incontro di oggi resta “protetto”, ma segna un cambio di passo nel percorso stabilito dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila: in ottobre dovrebbe essere autorizzato un intero fine settimana insieme, tappa intermedia verso il ricongiungimento definitivo.
Ad accompagnare i bambini a Palmoli saranno la nuova assistente sociale Giuseppina Tittaferrante e un’interprete. Non sarà presente Veruska D’Angelo, l’assistente sociale che aveva seguito la famiglia nella fase precedente e sulla quale è stato aperto un procedimento disciplinare dopo gli esposti presentati dai legali dei Trevallion.
Giochi, peluche e un paese che aspetta
Nella casa trovata dal Comune i bambini ritroveranno giochi e peluche. Anche alcuni abitanti del paese hanno preparato piccoli regali. Palmoli, del resto, ha seguito molto da vicino una vicenda che ha diviso opinione pubblica e istituzioni, soprattutto sui tempi e sulla proporzionalità delle misure adottate.
«Questo è un giorno importante per tutti noi che abbiamo vissuto da vicino il dramma di questa famiglia — dice il sindaco del paese, Giuseppe Masciulli al Corriere della Sera—. Ora bisogna pensare soprattutto a fare riunire il nucleo. Speravamo che il percorso fosse più veloce, ma tant’è».
Proprio mentre si apre uno spiraglio sul ritorno a casa, resta però alta l’attenzione mediatica. Simone Pillon, legale di Catherine e Nathan, ha chiesto «massimo riserbo» agli organi di informazione e, in particolare, alle televisioni, invitate a «evitare le riprese di ciò che i piccoli e i loro familiari faranno in questi giorni». Dopo mesi trascorsi sotto i riflettori, almeno queste ore dovrebbero restare il più possibile dentro il perimetro familiare.
Domani il primo giorno di scuola
Poi ci sarà la scuola. La figlia maggiore entrerà in quarta elementare, i due gemelli più piccoli in seconda. Sarà la loro prima esperienza quotidiana in una classe tradizionale, dopo il percorso di istruzione parentale scelto dai genitori.
Un passaggio che Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte della famiglia, considera particolarmente delicato. «I tre ragazzi sono esposti a due trappole — ha spiegato —: da un lato la non abitudine al gruppo classe già formato, dall’altro il potenziale pregiudizio degli altri bambini che potrebbe trasformarsi in forme di bullismo».
Il nodo dell’homeschooling
Ed è proprio sull’istruzione che lo scontro resta aperto. Catherine e Nathan non hanno abbandonato l’idea dell’homeschooling. Nel reclamo presentato alla Corte d’Appello contro il provvedimento del Tribunale per i minorenni, Pillon ha chiesto sia il rientro immediato dei figli in famiglia sia la possibilità di riprendere l’istruzione parentale, questa volta con il sostegno di due insegnanti messi a disposizione dal Comune di Palmoli.
Per ora, però, il calendario della famiglia viene ancora scandito dai provvedimenti dei giudici: alcune ore oggi, un fine settimana in ottobre e, più avanti, il ritorno definitivo. Dopo 299 giorni di separazione, è poco. Ma è la prima volta che la direzione del percorso sembra finalmente essere quella di casa.