Inviati da Putin?
Da Mosca agli Usa e all’Europa, l’Fbi lancia l’allarme sui killer russi: “Soldi seri per lavori seri” contro chi aiuta l’Ucraina
Il Dipartimento di Giustizia svela il sistema di reclutamento: pedinamenti, omicidi e sabotaggi contro dissidenti e Paesi occidentali. Anche l'Europa in lista
Esteri - di Alice Carrazza - 16 Settembre 2026 alle 10:35
Non più soltanto spionaggio, operazioni di influenza o sabotaggi nell’ombra. Stando a quanto pubblicato sul sito del Dipartimento di Giustizia americano visionato dal Secolo d’Italia, uomini legati ai servizi di intelligence russi avrebbero costruito una rete internazionale per sorvegliare dissidenti, assoldare sicari e colpire infrastrutture nei Paesi che sostengono l’Ucraina. Cinque persone sono state incriminate negli Stati Uniti e risultano tuttora latitanti. Sul tavolo ci sono due accuse pesanti: finanziamento del terrorismo e, per tre degli imputati, cospirazione per omicidio su commissione.
L’atto d’accusa, finora coperto da segreto giudiziario e reso pubblico dal tribunale federale del Southern District of New York, ricostruisce un sistema che Washington definisce “Ris network”. Sarebbe attivo almeno dal 2024 e rappresenterebbe, secondo i procuratori, uno degli strumenti utilizzati dall’apparato russo per condurre operazioni offensive fuori dai propri confini. Prima nel mirino dissidenti e disertori russi; poi il raggio d’azione si sarebbe allargato ai Paesi considerati alleati di Kiev.
Mille dollari per pedinare e 40mila per uccidere
Il caso più recente è anche quello che porta la vicenda direttamente sul territorio americano. Quest’estate la rete avrebbe reclutato una persona residente negli Stati Uniti per sorvegliare un importante dissidente russo. Yaidel Delgado Suarez, cubano di 35 anni conosciuto come “Viking”, gli avrebbe indicato due luoghi da controllare e promesso tra mille e 1.500 dollari. Foto e video sarebbero poi stati consegnati agli organizzatori.
A quel punto il tariffario sarebbe cambiato insieme alla natura dell’incarico: Suarez e il venezuelano Angel Eduardo Castro, 22 anni, avrebbero offerto 40mila dollari per “eliminare” o far “sparire” l’obiettivo. Di fronte al rifiuto del reclutato, gli avrebbero chiesto se conoscesse qualcun altro disposto a farlo. Suarez avrebbe persino spiegato di avere a disposizione “persone in Messico”, salvo precisare che l’operazione aveva subito ritardi.
Non sarebbe stato un episodio isolato. Nel 2025 un cittadino americano sarebbe stato avvicinato per fotografare l’abitazione di un altro obiettivo in Lituania. Prima 200 dollari per la ricognizione; poi circa 25mila dollari per uccidere l’uomo, accusato dai suoi mandanti di “raccontare bugie sulla Russia”. Quando anche questo potenziale esecutore si tirò indietro, arrivarono incarichi alternativi: incendiare un magazzino o attaccare una sottostazione elettrica. Il bersaglio? Colpire “tutti i Paesi che stanno aiutando l’Ucraina”.
Il “colonnello Yuri”, l’Fsb e gli attacchi in Europa
Al vertice della presunta rete figurerebbero Yuri Khrameev, 63 anni, ex colonnello dell’intelligence russa noto come “Colonel Yuri”, e suo figlio Kirill Khrameev, 27 anni, ufficiale dell’Fsb, principale erede del Kgb per la sicurezza interna e il controspionaggio. Con loro un altro cubano Oemis Romagoza Durruthy, indicato dagli investigatori come l’uomo della logistica. Durruthy avrebbe coordinato un attacco a Praga nel giugno 2024 e un’altra operazione in Lituania tre mesi dopo, organizzando spostamenti e mantenendo i contatti con gli esecutori.
Per Washington, dunque, non si tratterebbe di iniziative sparse ma di un’infrastruttura capace di mettere in relazione apparati di intelligence, reclutatori e manovalanza internazionale. Il procuratore generale Todd Blanche ha sintetizzato così la posizione americana: «È nostro compito impedire agli avversari dell’America di scatenare violenza e terrore sul suolo americano». Il Federal bureau of investigation (Fbi) sostiene di avere interrotto il piano prima che l’omicidio negli Stati Uniti venisse portato a termine.
Tutti e cinque gli imputati rischiano fino a 20 anni di carcere per la cospirazione finalizzata al finanziamento del terrorismo; Yuri Khrameev, Suarez e Castro fino a dieci anni anche per il complotto di omicidio su commissione. Sono ancora ricercati. L’ambasciata russa a Washington Dc non ha risposto alle richieste di commento di Reuters; Mosca, già in passato, ha respinto accuse analoghe su operazioni omicide all’estero.