I dati Istat
Conti pubblici, deficit al 3,1%: sfuma l’uscita anticipata dalla procedura Ue. Giorgetti: “Rammarico, ne usciremo nel 2027”
Il rapporto deficit/pil italiano si è attestato al 3,1% . Lo rileva l’Istat nell’aggiornamento dei conti economici che confermano la stima precedente e la conferma chiude la strada allo stop alla procedura Ue per disavanzo eccessivo. Nonostante i risultati importanti portati a casa in questi anni grazie alle politiche messe in campo dal governo Meloni, l’Italia non è riuscita nell’impresa titanica di uscire in anticipo dalla procedura. Un obiettivo che l’Esecutivo aveva visto molto vicino, coronamento di un percorso virtuoso che in questi anni ha visto migliorare tutti i dati macroeconomici nazionali ma che purtroppo è stato mancato per uno 0,1%. La situazione internazionale di certo non è stata favorevole al conseguimento dello scopo.
Pil, rialzo superiore alle attese
Nel 2025 il pil, si legge nella nota Istat, ai prezzi di mercato è risultato pari a 2.265.003 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.954 milioni rispetto alla stima di marzo scorso. Per il 2024 il livello del Pil è stato rivisto al rialzo di 8.564 milioni di euro.
Nel 2025 il tasso di variazione del Pil in volume è stato pari a 0,6%, 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima del marzo scorso. Sulla base dei nuovi dati, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell’1,1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali.
Nel 2025 gli investimenti fissi lordi sono aumentati in volume del 3,9%, i consumi finali nazionali dello 1,0%, le esportazioni di beni e servizi dell’1,7% e le importazioni del 4,2%.
Il valore aggiunto in volume nel 2025 è aumentato dello 0,8% nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, dello 0,4% nell’industria in senso stretto, del 2,6% nelle costruzioni e dello 0,3% nel terziario.
L’economia italiana cresce
Nel 2025 l’economia italiana ha registrato una crescita del Pil in volume dello 0,6%. Allo sviluppo ha contribuito la domanda nazionale al netto delle scorte (per +1,6 punti percentuali) mentre la domanda estera netta ha presentato un apporto negativo (per -0,7 punti), così come la variazione delle scorte (per -0,3 punti). Il valore aggiunto ha registrato una crescita in tutti i settori: 0,8% per l’agricoltura, 0,4% per l’industria in senso stretto, 2,6% per le costruzioni e 0,3% per i servizi. Contestualmente si è osservata un’espansione anche dell’input di lavoro e dei redditi da lavoro dipendente.
Il rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e Pil (-3,1%) è rimasto invariato rispetto alle stime di aprile scorso. Si conferma il saldo primario, passato dallo +0,5% del 2024 allo +0,8%.
Giorgetti: “prendiamo atto dei dati con rammarico”
Tempestivo il commento del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti “Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027”.