Cantonata ideologica
Arrivano i “pro-tax”: sindacalisti rossi a Roma contro l’abolizione del bollo auto. Ecco le priorità della sinistra
Ennesima protesta ideologica dell'Unione sindacale di base, che auspica l'approvazione di misure strutturali per aiutare i cittadini e poi si lamenta quando vengono approvate. Sembra che facciano finta di non sapere...
Politica - di Gabriele Caramelli - 22 Settembre 2026 alle 11:22
Tra gli irriducibili sostenitori del bollo non ci sono soltanto le sinistre all’opposizione, ma anche i sindacalisti rossi, che forse preferiscono pagare più tasse. L’ha dimostrato chiaramente l’Unione sindacale di base che, scontenta per l’abolizione dell’imposta da parte del governo Meloni, ha organizzato per oggi un sit-in sotto il ministero dell’Economia alle 16.30. Una protesta degna di un romanzo distopico come quelli di George Orwell, che si intitola “Avete la faccia come il bollo”. I manifestanti si lamentano con degli slogan che risultano bizzarri e incongruenti: «Blocchiamo i prezzi, alziamo i salari!». E ancora: «Abbiamo un carrello da riempire, bollette e affitti da pagare!». Ma è proprio per questo che l’esecutivo ha scelto di abolire il bollo auto. Si tratta proprio di una misura che servirà ad agevolare le famiglie italiane, per eludere la crisi energetica scaturita dai conflitti internazionali.
Sindacalisti rossi contro l’abolizione del bollo auto: l’assurda protesta ideologizzata pro-tasse
Anche se l’abolizione del bollo auto varrà per circa 14,5 milioni di veicoli, per l’Usb si tratta di una «misura ad hoc per l’appuntamento elettorale». Chissà se pensano la stessa cosa della carta “Dedicata a te”, che serve per alleviare il carico della spesa delle famiglie che ne hanno bisogno. Per certi sindacalisti rossi ideologizzati, quando è la destra ad aiutare il popolo è necessario arrampicarsi sugli specchi e boicottare qualsiasi provvedimento utile. Un teatro dell’assurdo a cui l’Usb ha scelto di prestarsi come protagonista, che in un post su Instagram in cui rivendicano la protesta se la prendono pure con Cgil, Cisl e Uil, che stanno trattando assieme a Confindustria. Ormai, a sinistra, di sovrano c’è soltanto la confusione.
Come se non bastasse, l’Unione sindacale di base ha persino provato ad affermare che il governo Meloni sarebbe complice dell’aumento inflattivo. Eppure, quando l’esecutivo in carica si è insediato alla fine di ottobre 2022, l’inflazione era intorno all’11,8%. Poi è diminuita sensibilmente, con una media al 5,6% nel 2023, all’1% nel 2024 e all’1,5% nel 2025. Ad agosto 2026 è risalita al 3,3%, ma non per colpa del governo. Si tratta infatti di una crescita dovuta al costo dell’energia e non dal “carrello” alimentare, che Istat dà annualmente al +0,9%.
La cantonata ideologica dei sindacalisti di base
Tra le altre cose, i sindacalisti si sono lamentati perché, secondo loro, servirebbero delle «misure strutturali, che diano risposte alla cittadinanza e alle categorie più svantaggiate del nostro Paese. Chiaramente hanno preso un’altra cantonata ideologica. Come aveva spiegato Giorgia Meloni una settimana fa, l’abolizione dell’imposta sui veicoli riguarda la trasformazione di «una parte delle risorse impiegate finora contro il caro carburanti in una misura semplice e strutturale, pensata soprattutto per chi utilizza ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli, muoversi».