Non solo primarie
Cernobbio smaschera il grande bluff del Campo largo: Schlein e Conte divisi su tutto. E la loro ospitata sul Lago di Como conferma
Ci risiamo: tra veti incrociati e ricette opposte, appelli inascoltati e chi balla da solo, la passerella delle opposizioni al Forum certifica dispersione, divisione, e vani soliloqui della coalizione di centrosinistra
Da Leonardo Del Vecchio a Salvini e Giorgetti, passando per le opposizioni politiche: l’ultima giornata del Forum a Cernobbio spazia dall’economia alla politica. In apertura dei lavori si sono passati il testimone i vari leader dei partiti d’opposizione, con Angelo Bonelli (Avs), Giuseppe Conte (M5S), Matteo Renzi (Iv) e Elly Schlein (Pd), che si sono alternati sul prestigioso palco di Cernobbio, in attesa degli interventi del vice premier leghista e del ministro Paolo Zangrillo, e del finale con l’esibizione del team acrobatico nazionale delle Frecce Tricolore. E in tutto questo, tra nomi illustri e carnet ricco e fitto, accade puntualmente che: dalla politica estera al modello di coalizione, le crepe tra Pd e M5S riemergono anche sul Lago di Como, condannando l’opposizione di sinistra all’immagine di un permanente cantiere di macerie…
Anche a Cernobbio si apre il sipario sulle macerie del Campo largo
Eh sì: perché nelle intenzioni il red carpet degli ami-nemici dell’opposizione avrebbe dovuto essere la vetrina per accreditare la coalizione progressista di fronte all’establishment economico e finanziario. Invece, ahiloro, anche il Forum Teha di Cernobbio si è trasformato nell’ennesimo palcoscenico delle lacerazioni e dei battibecchi che fanno scricchiolare l’asse del centro-sinistra e l’architrave possibile della loro alleanza.
Schlein sul palco e Conte (in collegamento) “ballano da soli”
Sì, perché nonostante i tentativi di facciata di mostrare un’alternativa unitaria, la distanza strutturale tra la segretaria del Partito democratico Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è apparsa ancora una volta abissale, confermando anche dal Forum in via di chiusura che il cosiddetto Campo largo resta un cantiere permanente afflitto da veti incrociati e assenza di visione comune. E a maggior ragione per il fatto che il leader del M5S non replica e commenta dal Lago di Como in sinergia con gli alleati del Campo largo, ma da Agrigento dove sta partecipando agli Stati Generali del movimento “Controcorrente” e Progetto Civico Italia. Ed è proprio dalla Sicilia che si è collegato in video con la platea del Forum Teha di Cernobbio per rilasciare le sue dichiarazioni “distoniche” e a tema (suo).
Posizioni e dichiarazioni divergenti o distanti su tutto
Non a caso le divergenze più profonde riemergono con forza sul terreno geopolitico con declinazione al discorso europeo. Da un lato, allora, Elly Schlein sceglie un approccio europeista e atlantista, proponendo di superare il vincolo dell’unanimità nell’Unione Europea – «non si governa neanche un condominio con l’unanimità» afferma netta –. E invitando a frenare sui disfattismi nei confronti di Bruxelles. Dall’altro, Giuseppe Conte adotta una postura spiccatamente eurocritica e pacifista di maniera, bocciando nettamente la linea sui riarmi e sostenendo che «l’Europa non si avvantaggia di nulla nel proseguire un’escalation militare che sta portando solo a una politica di riarmo che sta drenando risorse».
I leader del Campo largo a Cernobbio, dalla politica estera all’economia la sintesi appare un miraggio
Due visioni internazionali opposte. E, evidentemente, del tutto inconciliabili. Ma non è solo l’approccio alla politica estera a separare in casa i due potenziali alleati (l’un contro l’altro armati). Anche sul piano del programma economico e sociale sintesi e sinergie appaiono un miraggio. Infatti, mentre il M5S cerca di piantare le bandiere identitarie su lavoro, ambiente e legge sul conflitto d’interessi, Schlein rilancia proposte al governo sulla flessibilità energetica per 14 miliardi, affiancata dalle sollecitazioni dei Verdi, focalizzate con Bonelli su dispersioni idriche e impianti di accumulo.
Schlein si rifà a Bonelli, Conte a se stesso
«Abbiamo la necessità di avviare un processo di semplificazione sulle rinnovabili», ha detto il co-leader di Avs da Cernobbio. «Di intervenire con impianti di accumulo», ha proseguito. «Questa è una grande questione che il governo non riesce a capire» per affrontare «la grande sfida di abbassare il costo dell’energia. Per noi è la grande sfida», incalza la quota verde di Avs, il cui appello resta un po’ nel vuoto cosmico delle proposte, se non fosse per il leggero richiamo di Elly Schlein…
I leader del campo largo a Cernobbio: chi parla di energia e clima, e chi risponde con lavoro e conflitti d’interessi
«Occorre accelerare sulla de-carbonizzazione per abbattere il costo dell’energia. Oggi abbiamo fatto una proposta al governo su come usare 14 miliardi di flessibilità sull’energia», ha asserito allora veemente la segretaria del Pd nel suo intervento al Forum Teha di Cernobbio. Mentre Conte, intervenuto sullo stesso palco, ha pensato bene di rilanciare su tutt’altro, dichiarando – ignorando la sollecitazione di Elly su tutt’altro punto di quello che dovrebbe essere un punto del programma condiviso del Campo largo –: «Sul programma abbiamo proposte significative su politiche del lavoro, ambientali e alcuni elementi importanti come la legge sul conflitto d’interessi».
Schlein: «Contratto alla tedesca? Partiamo da costruzione programma»
E se Elly pare ignorata dal suo principale alleato, Giuseppi sembra sempre più intenzionato a ballare da solo, a complicare ulteriormente il quadro s’innesta il nodo della governance e della leadership su cui infierisce Renzi rilanciando l’ipotesi del “contratto alla tedesca”. Una proposta sposata dai centristi, a cui la segretaria dem risponde che «settembre è il mese in cui si entra nel vivo della costruzione del programma dell’alternativa». Rifiutando le discussioni «chiuse nelle stanze». Ma lasciando aperto il gigantesco interrogativo su chi debba guidare la coalizione e su quella che si rivela – ogni giorno che passa, sempre di più – la trappola delle primarie.
Sottolineando: «Io ho sempre chiesto agli alleati di non fare questa discussione chiusi nelle nostre stanze, ma di farla tra la gente. E di farla incontrando il mondo produttivo. Il mondo sindacale. La vitalità del terzo settore. Gli esperti, gli scienziati… e insieme a loro affinare un programma che sia chiaro», dice ancora. E alla fine della fiera, Cernobbio restituisce un verdetto impietoso: mentre il centrodestra incassa il plauso del mondo produttivo per la sua stabilità, la sinistra si presenta sfilacciata, divisa dalle primarie alle ricette economiche. Incapace di offrire agli italiani una leadership credibile e condivisa. E allora in questo, il sondaggio di Cernobbio docet. Ma non solo…