Il co-leader Avs contro tutti
Bonelli a Cernobbio perde la testa: insulta gli imprenditori che promuovono Meloni («c’è un certo masochismo») e affonda Renzi
Sconfessato dai numeri del sondaggio che arrivano da Cernobbio, Angelo Bonelli prova a dire la sua (alzando la voce) al Forum di Villa d’Este da dove ingaggia un “uno contro tutti” di vecchia memoria televisiva, e attacca il mondo produttivo. Liquida la proposta di Renzi. Rosica del successo del governo. Ma procediamo con ordine.
Cernobbio, Bonelli contro tutti
Quando i dati del Forum Teha di Cernobbio hanno certificato la solida promozione del governo Meloni da parte di oltre i due terzi del mondo produttivo, a sinistra è scattato il corto circuito. A disagio nel dover prendere atto che il tessuto imprenditoriale premi la stabilità politica e il rigore finanziario dell’esecutivo, Angelo Bonelli ospite proprio oggi della giornata conclusiva della kermesse di scena sul lago di Como, ha deciso di indossare i panni del censore solitario. Come? Dispensando patenti d’inadeguatezza proprio a quella platea di economisti e manager che le opposizioni dovrebbero provare a convincere con proposte e progetti.
«Gradimento a Meloni? C’è un certo masochismo…»
Così, ai microfoni dell’Adnkronos, il co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra ha dato sfogo a quel malessere frutto di un mal sopito livore ideologico, arrivando a bollare di «certo masochismo» chiunque riconosca i meriti della maggioranza. Un’invettiva che somiglia più a una riposta di frustrazione. A un’ammissione d’impotenza politica, di fronte al plauso senza se e senza ma incassato dal centrodestra. Dichiarando: «Nella platea di Cernobbio, con quel sondaggio favorevole a Meloni, c’è un certo masochismo».
Poi l’attacco a Renzi che mina (ancora) le fondamenta del Campo largo
Poteva già bastare, invece… Il co-leader di Avs, mai domo, ha pensato bene di scagliare i suoi strali anche contro i compagni di strada del presunto Campo largo. Pertanto, di fronte alle manovre sottobanco e alle proposte lanciate alla luce del sole di Matteo Renzi – che dagli stessi saloni della kermesse ha rilanciato l’ipotesi di un «contratto alla tedesca» per vincolare la coalizione di centrosinistra – il leader ecologista ha tuonato per far sentire la sua voce dalle retrovie dell’opposizione. Confermando la posizione che guarda a nessun accordo strutturato con il centro moderato, bensì a una rigida lista di priorità a cui piegare gli alleati.
Bonelli a Cernobbio: «Contratto alla tedesca? Serve un patto su 5 punti fondamentali»
«Contratto alla tedesca? Preferisco un patto per l’Italia», ha esplicitato la sua visione Angelo Bonelli in un’intervista all’AdnKronos, intervenendo al Forum Teha a Cernobbio. E puntualizzando in calce: «Bisogna costruire un patto programmatico su 5 punti fondamentali per il Paese», ha concluso rispondendo piccato alla proposta avanzata da Matteo Renzi. Insomma, mentre Giorgia Meloni incassa la fiducia della classe dirigente italiana, Bonelli e soci continuano a litigare su tutto, in un tutti contro tutti che mina nelle fondamenta il fatidico Campo largo dalle vedute sempre più personalistiche e ristrette.
Elly sempre più sola
Un caos totale, quello che regna tra i leader del centrosinistra, in cui ognuno sembra ormai andare avanti per la propria strada, lasciando Elly Schlein da sola nell’impossibile tentativo di incollare i cocci di un’alleanza che fa acqua da tutte le parti.