I dati eccellenti
Calderone, lavoro da record con il governo Meloni: “Disoccupazione sotto la media Ue e oltre 1,2 mln di nuovi contratti a tempo indeterminato”
Da domani il governo Meloni sarà il più duraturo della storia della Repubblica italiana. La squadra dell’Esecutivo si ritroverà a Bari per un evento di piazza, in cui verranno tra l’altro raccontanti i risultati risultati da record ottenuti in questi quattro anni, soprattutto sul tema del lavoro e della disoccupazione, mai così giù da quando esistono le rilevazioni dell’Istat. In un’intervista a Il Riformista, Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle politiche sociali ha snocciolato qualche numero, che dà la dimensione di quanto finora è stato fatto «Siamo stabilmente oltre i 24 milioni di occupati e con una disoccupazione sotto la media europea, al 5,8%. Ci sono 1,2 milioni di contratti a tempo indeterminato in più dal 2022 e oltre 450mila a termine in meno».
Poi ha sottolineato che questi numeri rappresentano «il risultato da record del governo Meloni, che pone il lavoro al centro delle politiche, non una mera congiuntura. Siamo passati dalla logica de sussidio a quella dell’accompagnamento al lavoro, dagli investimenti nella formazione delle competenze a scelte che promuovono la stabilità dei contratti e, grazie al decreto Primo Maggio, ora anche a un’ulteriore spinta a riconoscere il salario giusto».
Mezzogiorno, Pnrr e il programma Gol
Come ha evidenziato la responsabile del Ministero del Lavoro, il percorso del governo Meloni è iniziato «con il supporto per la formazione e il lavoro del 2023, che ha raggiunto 278mila persone, l’80% delle quali nel mezzogiorno, fino al superamento di tutti gli obiettivi Pnrr del programma Gol, gestito dal ministero, che lascia in eredità un nuovo modello per la presa in carico dei disoccupati e oltre un milione di persone formate». Si tratta quindi di «un’azione di sistema che incide su molti indicatori: il numero dei Neet, sceso dal 25,7% del 2015 al 13% attuale; la dispersione scolastica, scesa all’8,2%, anche grazie all’aumento esponenziale degli iscritti alla formazione professionale; gli espatri per lavoro, diminuiti l’anno scorso del 26%. Lo certifica l’Oil: mentre la disoccupazione giovanile nel mondo risale, l’Italia “si colloca in controtendenza” e registra la riduzione dei Neet più ampia dell’Unione europea».
L’attenzione per le donne e i giovani
Per un aumento della partecipazione al mercato del lavoro per la trasformazione dell’inclusione in una leva di crescita, Calderone ha spiegato che «l’obiettivo diventa quindi aumentare gli occupati, riducendo l’inattività soprattutto delle categorie di persone tradizionalmente più lontane dal mondo del lavoro. Significa donne e giovani, così come chi risiede al sud».
Comunque sia, «i segnali positivi ci sono già, con il tasso di occupazione del Mezzogiorno che ha superato il 50%, ma continuiamo su questa strada. Lo facciamo attraverso incentivi al lavoro stabile e retribuito con il salario giusto, sostenendo la formazione e l’avvio di imprese e attività professionali attraverso il Piano Integrato Autoimpiego, con 800 milioni di euro stanziati, creando sinergie e una governance condivisa tra Stato e Regioni per l’accompagnamento al lavoro anche di chi è in condizioni di fragilità, come le donne vittime di violenza». Ma l’investimento del governo Meloni nella formazione prosegue «per esempio con il Fondo Nuove Competenze, 1,15 miliardi nella terza edizione, o con il progetto Edo (Educazione digitale per l’occupazione ndr)».