Sfida ai "nostalgici"
Bollo auto, niente lagne: «Volete pagarlo lo stesso? Ecco l’Iban». La provocazione alla sinistra
"È il numero di conto generato da Banca d’Italia. Qui si possono fare erogazioni liberali". Fabio Dragoni su Libero lancia la sfida ai nostalgici di una delle tasse più odiate dagli italiani che prosegue nel demonizzare la misura del governo come una "mancia elettorale"
L’eliminazione per il 2027 del bollo auto, con la volontà da parte del governo di rendere la misura strutturale per gli anni a venire sta mandando ai matti la sinsitra e le opposizioni. Incredibile ma vero quallo che abbiamo ascoltato in questi giorni dal Verde Bonelli a Laura Boldrini, passando per il governatore Giani fino -audite audite – ai pentastellati responsabile della voragine superbonus. Improvvisamente, una delle tasse più odiate dagli italiani è diventata una nefandezza ad ascoltare certi toni. “Mancia elettorale”, mossa demagogica, o mossa “della disperazione”; sgarbo alle Regioni per gli ipotetici tagli per coprire la spesa: elemento confutato e spiegato dalla premier in più occasioni, non ultima l’intervista da Bruno Vespa. Proprio in quella sede Giorgia Meloni e precedentemente anche a Fenix aveva lanciato un paradosso. “Per le opposizioni apriremo un conto dedicato per i nostalgici del bollo auto, così possono continuare a pagarlo”.
La provocazione per i nostalgici del bollo auto
Così, visto il perdurare degli strali della sinistra contro il governo che toglie un balzello a tanti italiani ci sta tutta la provocazione di Fabio Dragoni dalle pagine di Libero: allora, sospendere il bollo auto è una biecca mossa elettorale? Allora, cari compagni “ecco l’iban per pagarlo lo stesso”, recita il titolo. E nel sottotitolo vengono dati gli estremi: “Per contribuire al Fondo di Bankitalia: IT49V0100003245BE00000004AH”. Sinistre, opposizioni, governatori, prendete nota. Chiaramente è una provocazione.
Dragoni su Libero: “Cari compagni…”
“È il numero di conto generato da Banca d’Italia- scrive Dragoni- . Qui si possono fare erogazioni liberali a favore del fondo per l’ammortamento dei titoli di stato. Questi soldi vengono utilizzati per rimborsare i titoli in scadenza. E si libera spazio per fare emissioni da destinare alle cose belle che piacciono tanto a voi; tipo, che ne so, centri mediazione culturale dove si parla arabo. In più chi fa la donazione può portare in detrazione il 19% dell’importo regalato sottraendolo dalle tasse. Ma siccome il cuore sta a sinistra ed è grande, vi dimenticherete di questa possibilità e pagherete le tasse per intero”.
Una provocazione che coglie nel segno di un paradosso grande quanto una casa. Il centrodestra toglie il bollo auto, elabora strategia di contrasto al caro- carburanti, fino al price-cup stabilito dall’
Eni; taglia il cuneo fiuscale eppure viene bersagliato dalle opposizioni, che invece le tasse le vuole. Bollo a parte, la proposta della sinistra e del “vippaio”al seguito è sempre: “tasse è bello”. La riproposta ad ogni piè sospinto della tassa patrimoniale è un esempio immediato e sempreverde. Secondo voi la gente comune da che parte sta? Intanto, se proprio insistono, l’Iban è lì che aspetta fiumi di denaro dagli “eroi” del bollo auto…