Il Commento
Bollo auto, c’è chi prometteva di abolirlo e chi lo ha fatto. Renzi rispolvera un post di Meloni di 10 anni fa, lei lo zittisce: «Hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare»
Politica - di Giovanna Ianniello - 17 Settembre 2026 alle 12:28
Un noto proverbio recita: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Parole di rara saggezza popolare e che ben raccontano alcuni passaggi della storia politica italiana degli ultimi decenni. Sono stati molti gli esponenti dei partiti, infatti, che hanno fatto promesse mai mantenute. Progetti rimasti solo sulla carta, caduti nel totale oblio al termine della campagna elettorale. E la volontà di abolire il bollo auto, una delle tasse percepite dagli italiani come tra le più odiose, rientra senza dubbio in questa categoria: impegni presi e assicurazioni date, lanciate in campagna elettorale e finite nel dimenticatoio a voto chiuso.
Da Tridico a Renzi: tante promesse e nessuna abolizione
E’ stato il caso di Pasquale Tridico, candidato a governatore della Regione Calabria sconfitto alle urne, che a poche ore dalla consultazione popolare aveva annunciato l’intenzione di voler cancellare il bollo auto. In questo caso la promessa era decisamente più grande dell’impresa visto che la competenza di una simile scelta non è dei governatori o degli Enti Locali ma dello Stato nazionale, a riprova del tempismo da cinema. Ed è accaduto anche qualche anno fa, molto prima dell’ex eurodeputato del Movimento Cinque Stelle, anche l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi che nel pieno della campagna elettorale per le elezioni amministrative di alcune delle più importanti città italiane, da Palazzo Chigi, proponeva di cancellare l’invisa l’imposta.
Finita la tornata elettorale però il progetto sbandierato è stato archiviato, come del resto lo stesso governo Renzi che qualche mese dopo ha avuto la stessa sorte.
Meloni non lo ha promesso: lo ha fatto
Può succedere però che chi non ha mai promesso di abolire il bollo auto in campagna elettorale poi lo fa. E lo fa perché visto l’esponenziale aumento dei costi dei carburanti a causa degli eventi internazionali, questa soluzione che parte da un anno ma che si profila come strutturale, può essere davvero una buona notizia per le famiglie e per gli italiani. È il caso di Giorgia Meloni, prima donna premier e capo dell’Esecutivo più longevo della storia della Repubblica, che senza fare annunci roboanti ha direttamente portato a casa il risultato. Ieri, al termine del Consiglio dei Ministri, la presidente si è presentata in sala stampa a Palazzo Chigi e di fronte ai cronisti e alle tv ha annunciato l’abolizione del bollo auto per vetture di piccola e media cilindrata.
C’è chi esulta…e chi no: lo screen shot del 2016
In una Nazione normale forse tutti, a prescindere dall’appartenenza e dallo schieramento politico, avrebbero rivolto un plauso: quando viene meno una tassa è sempre una buona notizia per i cittadini. Eppure c’è chi, detta in gergo romano, “ha rosicato”. Dai pentastellati di Conte, che hanno scomodato Cetto la qualunque, fino ad arrivare a Matteo Renzi, che con fare convinto ha chiesto sui social addirittura le scuse di Giorgia Meloni per un post di 10 anni fa.
Nello screen shot condiviso da Renzi e datato 5 maggio 2016 si legge: “Siamo in piena campagna elettorale, è appena stato arrestato un sindaco del PD e Renzi prontamente si collega a Facebook per annunciare che vuole abolire il bollo auto e tagliare l’IRPEF. Punto. Il mago della distrazione di massa. Punto. Secondo voi è o non è un venditore di pentole?”
Scrive Renzi nel suo commento affidato ai social “Per la legge di bilancio 2018 avevamo trovato 7 miliardi (non 2: sette!) per togliere del tutto il bollo. Quando lo dissi Meloni mi attaccò con questo tweet. E disse – che vergogna! – che lo facevo per nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco PD” E ancora “Giorgia dovrebbe scusarsi oggi: con noi per la polemica, con Simone per il giustizialismo, con gli italiani per come governa”.
Meloni zittisce Renzi: la risposta è da manuale
Se c’è una cosa che invece l’attuale presidente del Consiglio dei Ministri non ha mai celato o fatto cadere nel dimenticatoio dentro e fuori i tempi della campagna elettorale, è la combattività. Per questo ha deciso di rispondere all’ex capo del governo Pd, oggi leader di Italia viva e protagonista del ‘campo largo’. Sotto il post di Renzi è infatti apparso un intervento della premier, che scrive: “Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare”… Insomma, gioco, partita, incontro.