Una tela di Penelope
Toghe pro-migranti, il Tribunale di Napoli revoca il fermo della Sea Watch 5. E la Ong brinda alla nostra salute e alla nuova missione
Migranti, siamo alle solite: alla tela di Penelope del governo che intesse la trama per arginare clandestinità in arrivo e traffico degli scafisti su cui si innesta l’operato delle Ong e le toghe che smontano l’ordito del lavoro, annullando sforzi e linea in deroga a provvedimenti e norme. E vengono in mente le dichiarazioni, più che profetiche, sconsolate, che la premier ha pronunciato qualche giorno fa a proposito del bengalese del minimarket di Torino accusato di abusi su una 13enne, scarcerato subito, in prima istanza, dal gip (e ora tornato in cella dopo l’accoglimento del ricorso della Procura, ndr).
Parole, quelle di Meloni, che oggi – in tema di sicurezza e di accoglienza indiscriminata – tornano a nostro avviso più performanti che mai: «Noi possiamo fare tutte le leggi del mondo, ma poi quelle leggi devono essere fatte rispettare… se poi ci sono giudici che liberano gli applicatori di reati o disapplicano le norme, diventa tutto inutile». Con tanto di disincanto finale: «Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile»…
Migranti, il Tribunale di Napoli sospende il fermo alla Sea Watch 5
Ma veniamo all’oggi, e al caso Sea Watch: tutto da rifare. Semaforo verde alla Sea Watch, la nave della Ong tedesca fermata a Napoli il 13 agosto per non aver chiesto il coordinamento alle autorità libiche, benché avesse effettuato l’intervento nella zona Sar del Paese nordafricano, oggi liberata dai giudici dopo poco più di 30 giorni. Il provvedimento prevedeva 45 giorni di fermo e una multa di 7.500 euro disposta dal Ministero dell’Interno per presunte inadempienze nei soccorsi nel Mediterraneo. Ebbene, il ricorso presentato dall’organizzazione ha portato alla sospensione anticipata della misura e al via libera della nave che, non a caso, ha annunciato già di essere pronta per una nuova missione…
Migranti, toghe e via libera alla Sea watch: l’annuncio trionfale arriva dalla stessa Ong…
Non stupisce allora che a rendere nota la decisione del Tribunale di Napoli abbia provveduto la stessa Ong. «Nel giorno in cui si parla di “soccorso rosso”, in cui lo Stato italiano attacca la rete che si oppone alla disumana detenzione nei Cpr e i medici che ne certificano i danni alla salute delle persone detenute, la Sea-Watch 5 torna libera, 15 giorni prima della fine della detenzione illegittima impostaci dal governo – afferma trionfale l’associazione –. Il Tribunale di Napoli ha giudicato fondato il nostro ricorso. E ha disposto la sospensione del fermo». E se il medium è il messaggio, come sosteneva McLuhan…
Migranti, semaforo verde alla Sea Watch bloccata e multata: l’ennesimo assiste delle toghe alle Ong
Ma tant’è. Tirando le somme, i togati napoletani hanno di fatto asseverato l’ennesimo “assist” giudiziario in favore delle Ong, congelando le sanzioni con quindici giorni di anticipo rispetto al termine fissato. La nave tedesca, bloccata ad agosto per non aver richiesto il prescritto coordinamento alle autorità libiche durante un intervento nella loro zona Sar, può così riprendere il mare e annunciare subito una nuova missione. Una sponda, quella giudiziaria, che di fatto depotenzia la decisione del Viminale e i provvedimenti dell’esecutivo. Si torna a passare dal via, e senza pagare il pedaggio.
Non solo Sea Watch: migranti, toghe e una narrazione a senso unico che non inverte mai la rotta
Del resto, le sigle d’oltreconfine ormai vanno quasi a colpo sicuro nei tribunali italiani. Pertanto, incassato il provvedimento, la Sea-Watch ha immediatamente alzato i toni della propaganda, arrivando ad accusare l’esecutivo per le vittime nel Mediterraneo. Una consueta narrazione a senso unico che tace ipocritamente sui numeri ben più drammatici della rotta atlantica verso le Canarie. Ma lì c’è il governo socialista spagnolo, e l’ideologia, si sa, non ammette cortocircuiti. O quantomeno, ci sorvola su…