Immigrazione
Bengalesi d’oro: tanti, ricchi e alla conquista dell’Italia. Dalla colletta per la moschea al business dei mini-market
Poveri, poverissimi, praticamente milionari. Alla faccia degli stereotipi sugli immigrati che vengono in Italia per sopravvivere, le cifre sulla comunità del Bangladesh, i bangladini o bengalesi, come vengono definiti, parlano di un business imponente, con un “fatturato” record tra le varie popolazioni di stanza qui da noi. Secondo alcune ricostruzioni, per la costruzione della contestata moschea a Mestre sarebbero stati raccolti fino a 15 milioni di euro, una cifra enorme, con donazioni anche di 30mila euro a persona. Per non parlare del business dei mini-market, che da qualche giorno si segnalano per la triste vicenda dello stupratore bengalese che si è approfittato di una bambina ed è stato liberato da un giudice molto “generoso”. Le cifre della Banca d’Italia, pubblicate oggi dal “Messaggero“, illuminano soprattutto il fenomeno del nordest d’Italia, nella provincia di Venezia.
I numeri dei bengalesi in Italia
Nel 2025 le rimesse inviate a Dacca dalla provincia veneziana hanno raggiunto la cifra record di 107,9 milioni di euro. Per fare un confronto, la seconda comunità per volume di invii (le Filippine) si attesta a 6,7 milioni. Nel 2005, con circa duemila residenti bangladesi, il flusso era inferiore a 400 mila euro. Dal 2006 è iniziato un incremento costante e imponente. L’aumento è legato alla crescita della popolazione bangladese sul territorio, all’abbattimento dei costi di trasferimento grazie alle tecnologie digitali e all’aumento dei redditi e delle imprese gestite da cittadini bengalesi (passate da venti a oltre mille).L’elevato ammontare dei fondi inviati all’estero contrasta con i bassi livelli di ISEE dichiarati in Italia, che consentono a molte famiglie di accedere al sistema di welfare locale e statale.
I dati su tutta Italia sono ancora più illuminanti. Nel 2024 dall’Italia sono stati inviati in Bangladesh 1,397 miliardi di euro, il 16,9% di tutte le rimesse in uscita dall’Italia. Nel 2025 il Bangladesh è rimasto al primo posto e la quota è salita addirittura al 19,6%. Considerando 8,6 miliardi complessivi di rimesse nel 2025, significa circa 1,69 miliardi di euro diretti in Bangladesh in un solo anno.
C’è poi una presenza imprenditoriale significativa. Al 31 dicembre 2024 in Italia risultavano 392.751 titolari di imprese individuali nati in Paesi extra-UE; i bangladesi rappresentavano una quota prossima o superiore al 5%, quindi nell’ordine di oltre 20 mila imprenditori individuali.