All'origine del fenomeno
AfD? È la sinistra che gli spiana la strada: oggi Meloni è l’unico vero argine all’estremismo (e l’opposizione non lo capisce)
La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt pone all’ordine del giorno alcune riflessioni che dovrebbero indurre destra e sinistra a considerare con maggiore attenzione la risorgenza dei movimenti sovranisti/nazionalisti. La sinistra, innanzitutto, dovrebbe riflettere sul fatto che continuando a coltivare il suo distacco dalle esigenze reali dei cittadini non fa che accrescere il loro risentimento verso la sinistra e favorire il loro slittamento verso i partiti dell’estrema destra. La continua sottovalutazione delle problematiche dei cittadini comuni, dall’immigrazione all’esigenza di maggiore sicurezza, porta inevitabilmente questi a cercare risposte concrete, per quanto brutali o semplicistiche che siano.
AfD e Europa, riflessioni del “day after”
L’aver assecondato, poi, alcuni punti programmatici dell’ideologia woke, dagli asterischi per le questioni di genere a un politicamente corretto asfissiante, non ha fatto altro che determinare una reazione di rifiuto di parole d’ordine che non solo sono lontane dalle esigenze di tutti i giorni. Ma che appaiono superficiali e assolutamente inadatte a favorire una reale risoluzione delle questioni di fondo: per esempio, della disparità di genere, sui salari o sull’assistenza alle giovani coppie con figli. Quindi, la sinistra è la principale artefice della reazione dell’opinione pubblica che si è orientata verso i partiti dell’estrema destra, come è avvenuto negli Usa in occasione della seconda elezione di Trump.
I partiti conservatori e di destra poi, che troppo sovente plaudono alla vittoria dei partiti sovranisti ed estremisti, dovrebbero riflettere sulla pericolosità di certi partiti che al proprio interno coltivano istanze nazionaliste e scioviniste che mettono a rischio non solo e non tanto l’Unione europea, quanto l’equilibrio che dopo la Seconda guerra mondiale, grazie alla Nato e agli Usa, si è venuto a creare in Europa. Il rischio concreto è che il prevalere dei nazionalismi metta a rischio la pace europea come sì è articolata dopo il 1945 e che, per incidens, si metta in discussione, dopo 81 anni, l’appartenenza dell’Alsanzia-Lorena e della Corsica alla Francia.
Il ruolo di argine di Giorgia Meloni: e se la sinistra comprendesse che…
In questa prospettiva, appare ancora più rilevante il ruolo svolto da Giorgia Meloni in Italia, che da un lato è un argine sicuro contro il prevalere di una sinistra che ha tra i propri riferimenti la Gaza Freedom Flotilla. E, dall’altro, costituisce un baluardo contro l’emergere di un partito di estrema destra come Futuro Nazionale di Vannacci. E se la sinistra italiana avesse un briciolo di aderenza alla realtà comprenderebbe l’importanza di Meloni al governo.
AfD e ruolo dell’Unione europea
Infine, l’Unione europea. È evidente che l’Unione rappresenti sempre più solo stessa, ossia una casta di burocrati ben pagati che pensa solo alla propria sopravvivenza. L’aver assecondato determinate campagne woke e l’aver preso decisioni in campo di decarbonizzazione e di green deal che hanno messo in seria difficoltà le economie europee si è rivelata una scelta sbagliata, favorendo il progressivo distacco di settori dell’opinione pubblica dalla costruzione comunitaria. Né la regolamentazione dell’IA (IA AcT) ha affrontato i reali problemi che l’applicazione dell’AI comporterà sui lavoratori europei.
Un’Unione che se non ci fosse stata l’aggressione russa all’Ucraina, probabilmente, sarebbe già in fase di sfaldamento e disarticolazione. Una riflessione complessiva, dunque, è necessaria sia per gli attori politici. Sia per quelli istituzionali, al fine di evitare che l’Europa si trasformi non in un’Europa dei popoli, ma in un’Europa delle piccole patrie, in cui lo sciovinismo la farà da padrone, riportandoci all’estate del ’14 o, peggio, al settembre del ’39.
*Andrea Ungari Presidente Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice